
Yuri Gagarin, 61 anni fa fu il primo uomo a viaggiare nello spazio. FOTO
Il 12 aprile 1961 l’astronauta russo compie un'impresa epocale per la corsa allo Spazio che allora vedeva contrapposti Usa e Urss. A 61 anni da quel volo e a oltre mezzo secolo dall'ultima missione del programma Apollo sulla Luna, ecco tutti i dettagli del viaggio che ha cambiato la Storia

''Adesso sulla Luna'', ''Avanti verso i pianeti'', si leggeva sui cartelli che nel 1961 accoglievano a Mosca Yuri Gagarin, il primo uomo che era andato nello spazio. Lo stesso Gagarin era convinto di avere aperto una strada che avrebbe portato l'umanità molto lontano
GUARDA IL VIDEO: Spazio, scoperto primo buco nero errante nella Via Lattea
A 61 anni da quel volo del 12 aprile 1961 e a oltre mezzo secolo dall'ultima missione del programma Apollo sulla Luna, l'uomo non è mai stato così determinato nel voler lasciare di nuovo le sue impronte sul suolo lunare e sta già progettando una stazione spaziale nell'orbita lunare, Gateway, che potrebbe avere una finestra panoramica con vista su Luna e Terra
Da Gagarin all’allunaggio dell’Apollo 11, le grandi imprese dell'uomo nello Spazio. FOTO
Intanto si guarda a Marte e alla possibilità di costruire lì, un giorno, basi destinate a ospitare missioni umane e, in futuro, colonie umane
Marte, rinviato il volo del drone Ingenuity
Il volo di Gagarin ha aperto una nuova pagina nella storia dell'uomo ed è stato chiaro fin dall'inizio che quella strada avrebbe portato lontano, lasciandosi alle spalle gli anni della guerra fredda e quelli del lungo silenzio dopo le missioni lunari
SpaceX, la Starship SN11 esplode durante l'atterraggio
Il 12 aprile 1961, in piena Guerra Fredda, un uomo compie un'impresa epocale per la corsa allo Spazio che allora vedeva contrapposti Usa e Urss. Quell'uomo, il primo a volare attorno alla Terra, è Yuri Gagarin

Grazie alla sua missione, l'Unione Sovietica segna il temporaneo sorpasso sugli Stati Uniti nella corsa verso la frontiera spaziale. La data dell'impresa russa è stata scelta dalle Nazioni Unite per festeggiare la Giornata internazionale del volo umano nello spazio

Il colonnello Jurij Alekseevic Gagarin (italianizzato Yuri Gagarin) nasce il 9 marzo 1934 in una fattoria nell'Oblast di Smolensk, regione a ovest di Mosca, dove frequenta la scuola locale con indirizzo tecnico

Nel 1955 entra nell'aviazione sovietica diplomandosi all'Accademia aeronautica per poi essere selezionato per l'addestramento nel primo gruppo di cosmonauti dell'Urss: il programma Vostok. Gagarin, eroe nazionale dopo il volo nell'orbita terrestre, viene spesso ricordato come il "Cristoforo Colombo dello spazio”

Il 12 aprile 1961, a soli 27 anni, Gagarin sale a bordo della capsula spaziale Vostok 1 diventando il primo essere umano a viaggiare attorno alla Terra a una velocità di 27.400 chilometri orari e a una distanza massima di circa 327 km dalla superficie terrestre

Al rientro della capsula nell'atmosfera, Gagarin viene espulso e atterra con un paracadute di fronte a migliaia di persone in attesa. Quel volo rimarrà la sua unica volta nello spazio

Grazie alla sua impresa, l'Unione Sovietica segna un importante successo nel suo programma spaziale avviato meno di quattro anni prima con il lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale lanciato anch'esso dal cosmodromo di Baikonur, come la piccola navicella di Gagarin. Due anni dopo, il 14 giugno 1963, l'Urss manderà anche la prima donna nello spazio, Valentina Tereshkova

In patria Gagarin viene decorato con le massime onorificenze sovietiche, diventando un eroe nazionale. Negli anni successivi collabora alla preparazione di altre missioni spaziali, tra cui quella che porterà in orbita proprio la Tereshkova, e allo sviluppo della nuova navicella spaziale Soyuz

Muore pochi anni dopo, il 27 marzo 1968, in un incidente aereo con un MIG-15 avvenuto in circostanze poco chiare. Circostanze che nel corso degli anni hanno alimentato diverse teorie. La più attendibile resta la versione fornita nel 2013 da un pilota amico di Yuri, Aleksey Leonov, che sostiene come l'incidente di Gagarin (in cui morì anche il copilota) sia stato causato dal tentativo di Gagarin di evitare la collisione con un caccia che non avrebbe dovuto trovarsi su quella rotta

Le tensioni politiche impedirono a Gagarin di complimentarsi con Alan Shepard, il primo americano che nemmeno un mese dopo di lui andò in orbita su una navetta Mercury, e per molti anni ancora Unione Sovietica e Stati Uniti portarono avanti le loro missioni all'insegna della 'corsa allo spazio’

A cambiare del tutto lo scenario è stato, il 17 luglio 1975, l'aggancio in orbita di un modulo americano Apollo con la navetta russa Soyuz: per la prima volta un equipaggio statunitense e uno sovietico volavano insieme intorno alla Terra

Oggi questo incontro di nazionalità diverse è routine sulla Stazione Spaziale Internazionale, nata dalla collaborazione fra Stati Uniti, Russia, Canada, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Giappone. Tutti gli astronauti che hanno lavorato e continuano a lavorare lassù non possono fare a meno di notare che, vista da lì, la Terra non ha confini. In orbita, poi, non si arriva più solo con le missioni delle agenzie governative, ma i privati hanno portato una ventata di novità

A 61 anni dal volo di Gagarin si guarda al ritorno alla Luna, con il programma Artemis promosso dalla Nasa e al quale collabora l’Esa

Anche l'Italia promette di avere un ruolo importante e sono almeno 16 i progetti per le future basi lunari allo studio grazie all'accordo firmato da Thales Alenia Space (Thales-Leonardo) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi)

Uno riguarda lo Shelter, un modulo abitabile per la superficie lunare che potrà diventare un rifugio pressurizzato per gli astronauti in caso di emergenza. In programma anche un sistema di telecomunicazioni fra i vari elementi della base lunare, la stazione Gateway e la Terra

Si studieranno inoltre la fattibilità di un laboratorio lunare per esperimenti scientifici ed elementi pressurizzati per la stazione Gateway, come un modulo pressurizzato per gli astronauti e una finestra panoramica per osservare la Luna, la Terra e lo spazio profondo

Su Marte, la cui orbita è ormai affollata di sonde e che conta tre rover attivi sul suo suolo, si prepara una delle prove più significative per il futuro dell'esplorazione: la possibilità del volo controllato di un drone, con il piccolo elicottero Ingenuity della Nasa arrivato sul pianeta rosso il 18 febbraio con il rover Perseverance

A luglio 2021 il drone Nasa Ingenuity su Marte ha effettuato il suo nono volo, che ha permesso ai tecnici della Nasa che guidano a distanza la missione di identificare le dune sabbiose e di stabilire il percorso migliore per il rover. Per la prima volta è stato possibile studiare approfonditamente e da una distanza minima il territorio di Marte
Intanto la Nasa si prepara a mandare gli esseri umani su Marte. Ha comunicato di essere alla ricerca di candidati interessati a passare un anno intero in un luogo in tutto e per tutto simile a quello del Pianeta Rosso. Il test partirà a fine 2022 e servirà agli esploratori per prepararsi alle dure condizioni di vita su Marte. All'agenzia spaziale americana questa iniziativa servirà anche per studiare come l'essere umano reagirà a missioni di così lunga durata