Miopia, entro il 2050 ne soffriranno 4,9 milioni di persone

Scienze

A indicarlo sono i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Michigan, basandosi sui dati genetici e medici di 63.185 volontari di età compresa tra i 40 e i 69 anni che hanno preso parte allo studio UK Biobank

Secondo uno studio dell’Università del Michigan, entro il 2050 4,9 miliardi di persone, pari al 50% della popolazione mondiale, potrebbero soffrire di miopia. I ricercatori hanno stimato che la selezione naturale porta all’aumento di circa 100mila casi di questo difetto visivo a ogni nuova generazione. “Gran parte del problema è ambientale: si tende spesso a ritenere che la miopia possa derivare dalla quantità di tempo trascorsa davanti allo schermo, ma il nostro lavoro dimostra che molte varianti genetiche che aumentano il rischio di miopia sono anche associate con benefici riproduttivi”, spiega Jianzhi Zhang, uno degli autori dello studio pubblicato sulla rivista National Science Review.

 

Le mutazioni associate alla miopia

 

Zhang spiega che il suo gruppo ha scoperto che il rapido aumento della prevalenza della miopia è in parte dovuto alla selezione naturale per le mutazioni associate alla condizione stessa. “Questo non significa che la miopia porti a particolari vantaggi, ma che le mutazioni genetiche sono associate a vantaggi riproduttivi non correlati alla miopia”, chiarisce il ricercatore. Nel corso dello studio, il team ha preso in considerazione i dati genetici e medici di 63.185 volontari di età compresa tra i 40 e i 69 anni che hanno preso parte allo studio UK Biobank, un progetto di ricerca a lungo termine che prevede la raccolta di campioni biologici allo scopo di identificare i fattori genetici e ambientali che contribuiscono allo sviluppo della malattia.

 

L’aumento della probabilità di sviluppare la miopia

 

Erping Long, un altro degli autori dello studio, spiega che in seguito il team ha suddiviso i soggetti in base alla loro età. Ciò ha permesso di stabilire che la miopia è aumentata dal 24,4 al 41,10% nei nati tra il 1940-44 e il 1965-69 e che nell’arco di 25 anni la probabilità di sviluppare il difetto visivo all’età di 40 anni è incrementata dal 30,3 al 43,5%. I ricercatori hanno poi esaminato le variazioni genetiche associate a un aumentato rischio di miopia nel Dna dei soggetti e riscontrato 25 varianti che sembravano più comuni nelle generazioni più giovani. “I dati in nostro possesso indicano che circa la metà dei geni collegati a un aumentato rischio di miopia sono anche associati a un migliore successo riproduttivo”, spiega Long. L’origine di questo legame non è ancora chiara, ma secondo i ricercatori esiste la possibilità che le mutazioni genetiche influenzino sia la miopia che la riproduzione o che la mutazione associata alla miopia si trovi accanto a una mutazione del genoma umano in modo tale che la prima sia indirettamente correlata alla seconda. 

 

L’impatto della selezione naturale

 

Per valutare l’impatto della selezione naturale e dei conseguenti cambiamenti genetici sulla prevalenza della miopia, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno previsto cambiamenti nella prevalenza del disturbo visivo dovuti a cambiamenti genotipici. "Nel corso dei 25 anni esaminati dallo studio i cambiamenti genetici hanno aggiunto 0,211 punti percentuali alla prevalenza della miopia, che equivale all'1,6% della prevalenza della miopia nello stesso periodo", spiega Zhang. Lo studio indica che anche i fattori ambientali possono influenzare la prevalenza della miopia a livello generazionale. “Sulla base di un campione di popolazione britannica, la selezione positiva raggiunge 116.597 casi di miopia per generazione nel solo Regno Unito. Questo implica che la selezione ha un impatto sostanziale.

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