Nell'atmosfera del Sole l’elio è presente in abbondanza: lo studio

Scienze

Lo hanno potuto stabilire ricercatori i della Nasa, in collaborazione con quelli dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'Università di Firenze, dopo aver analizzato i dati e le immagini catturati dal coronografo italiano Score, finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana 

L’elio è presente e pure in abbondanza nell'atmosfera del Sole, soprattutto alle medie latitudini e rispetto a quanto ritenuto in passato dagli scienziati. A sottolinearlo i risultati di un lavoro di ricerca, pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Astronomy” dagli scienziati della Nasa in collaborazione con i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'Università di Firenze.

 

L’elio nell’atmosfera solare

 

L’elio, spiega proprio l’Inaf sul proprio sito, è il secondo elemento più abbondante nell’universo dopo l’idrogeno. Ma misurare quanto ce ne sia effettivamente nell’atmosfera del Sole, dove è difficile misurarlo, è sempre stato particolarmente complesso. Conoscerne la quantità nell’atmosfera solare, ad esempio, è utile a comprendere l’origine e l’accelerazione del vento solare, ovvero il flusso costante di particelle cariche dal Sole, che pervade l’intero Sistema solare e “nel quale navigano le sonde spaziali interplanetarie e sono immersi i pianeti, e che può potenzialmente danneggiare un’astronave al raggiungimento della Terra”, dicono gli esperti. Per misurare questa quantità, nel 2009, gli scienziati della Nasa in collaborazione con fisici solari italiani dell’Inaf e dell’ateneo toscano, avevano lanciato dalla base di White Sands, nel New Mexico, un razzo sonda con a bordo anche un telescopio: obiettivo misurare l’elio e la distribuzione nell’atmosfera solare estesa, la corona. I risultati, di quel lancio, sono stati elaborati di recente e aiuteranno adesso gli scienziati a comprendere meglio il nostro ambiente spaziale.

Il coronografo italiano Score

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I falò del Sole nelle immagini inviate dal Solar Orbiter di Esa. FOTO

 

In particolare, i dati e le immagini di quella missione, sono state catturate dal coronografo italiano Score (Sounding-rocket Coronographic Experiment), finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), mandato in orbita a bordo di Herschel (Helium Resonance Scattering in the Corona and Heliosphere). Ciò che è emerso dalle misurazioni effettuate è che l'elio non è distribuito uniformemente nella corona. "La regione equatoriale del Sole non ha quasi elio, la massima abbondanza è, invece, alle medie latitudini", hanno sottolineato gli esperti. Ottenuti questi risultati, il percorso di studio sul tema non si fermerà. La Nasa, infatti, "ha programmato per il 2021 un altro lancio di Score a bordo di Herschel, che permetterà osservazioni congiunte con il nuovo coronografo italiano Metis, lanciato a febbraio sulla sonda Solar Orbiter di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa)", ha specificato ancora gli scienziati.

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