Al via la missione del satellite Cheops: studierà i pianeti extrasolari

Scienze
Primo scatto di Cheops (Foto di archivio)

Lanciato in orbita il 18 dicembre scorso, è in grado di calcolare nel dettaglio il diametro e le dimensioni degli espianti. I primi risultati delle sue osservazioni dovrebbero arrivare il 18 aprile 

Dopo aver catturato la sua prima immagine astronomica e aver superato tre mesi di test in orbita, il satellite Cheops, dell’Agenzia Spaziale europea (Esa), è pronto per iniziare la sua missione scientifica: studiare i pianeti al di fuori del Sistema solare, calcolandone nel dettaglio il diametro e le dimensioni.
Stando agli esperti, i primi risultati delle sue osservazioni dovrebbero arrivare il 18 aprile. Anche l’Italia contribuirà alla realizzazione della sua importante sfida scientifica, grazie agli esperti dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), dell'Università di Padova e l'Agenzia spaziale italiana (Asi).

Misura i pianeti extrasolari

Lanciato in orbita il 18 dicembre scorso, dalla base di Kourou in Guyana Francese, a bordo del razzo Soyuz, CHaracterising ExOPlanets Satellite è in funzione da fine gennaio. Il satellite dell’Esa è in grado di rivelare con estrema precisione le variazioni della luminosità della stella madre davanti al quale l’esopianeta di turno transita.
Studiando le variazioni della luce è possibile stabilire la grandezza dell’oggetto dell’osservazione. Una volta calcolato il raggio del pianeta, confrontando il dato con misurazione indipendenti della massa si può anche stimare la densità degli esopianete e la loro struttura interna, riuscendo a stabilire se possano vantare condizioni tali da poter ospitare la vita..
"Nelle ultime settimane Cheops ha osservato alcune stelle che sapevamo ospitare pianeti e visto i pianeti transitare di fronte a loro”, ha spiegato Giampaolo Piotto, professore di astronomia dell'Università di Padova.

La sua prima immagine astronomica: una stella simile a un diamante

Nel mese di febbraio, poco dopo la sua attivazione, Cheops ha catturato la sua prima immagine astronomica. Si chiama Hd 70843 ed è una stella, simile a un diamante, distante 150 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Cancro. La scatto è sfocato (“defocused” come l’hanno definito gli astronomi, ma non è un errore. “La stella, denominata Hd 70843, è volutamente sfocata per migliorare la precisione della misura della quantità di luce emessa", ha spiegato l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), impegnato nel progetto per l'Italia insieme all'Università di Padova e al mondo dell'industria.

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