Luna, analizzata la composizione chimica delle rocce raccolte nel 1972

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Utilizzando una tecnica nota come tomografia a sonda atomica, un gruppo di ricercatori ha identificato la presenza di ferro, acqua ed elio nei frammenti di suolo lunare prelevati nell’ambito della missione Apollo 17

Grazie a una tecnica nota come tomografia a sonda atomica (APT), un gruppo di ricercatori del Field Museum of Natural History e dell’Università di Chicago è riuscito ad analizzare la composizione dei campioni di rocce e suolo lunari raccolti nel 1972 nell’ambito della missione Apollo 17. “Finora non era mai stato condotto un esame di questo tipo su un campione proveniente dalla Luna”, spiega Jennika Greer, la ricercatrice che ha coordinato lo studio. Tutti i risultati dell’analisi sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Meteoritics & Planetary Science.

L’utilizzo della tomografia a sonda atomica

La tomografia a sonda atomica è una tecnica utilizzata nell’ambito della scienza dei materiali per svolgere delle analisi chimiche precise e poco invasive. Il test, infatti, può essere condotto anche su dei campioni di dimensioni ridottissime, come un singolo granello di polvere. La sua applicazione sui frammenti di suolo lunare raccolti nel 1972 ha permesso al team di ricerca di raccogliere preziose informazioni sul satellite naturale della Terra e sulla formazione di risorse come l’acqua e l’elio. Il campione su cui è stata condotta l’analisi, spesso quanto un capello umano, è stato ottenuto “intagliando” la superficie di una roccia prelevata durante la missione Apollo 17 con un fascio di atomi elettricamente carichi.

L’identificazione degli atomi

In seguito, il campione ottenuto è stato colpito con un raggio laser, che ne ha strappato gli atomi, uno a uno. Le particelle sono state catturate da un rivelatore, che le ha ricevute in tempi diversi a seconda del loro peso. Infatti, gli atomi più pesanti, come il ferro, impiegano una quantità maggiore di tempo a essere catturati rispetto a quelli maggiormente leggeri, come l’idrogeno. Il rivelatore distingue un elemento dall’altro proprio basandosi sulle diverse velocità con cui lo raggiungono. I ricercatori spiegano che l’analisi ha permesso di identificare la presenza di ferro, acqua ed elio nei frammenti di suolo lunare. Secondo Greer, in futuro la tomografia a sonda atomica potrebbe essere utilizzata anche per studiare i campioni di asteroidi raccolti nel corso delle missioni Hayabusa 2 e Osiris-Rex. 

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