Spazio, Parmitano guiderà dall’Iss un robot per le future missioni su Luna e Marte

Scienze

La nuova sfida dell’Esa, Analog-1, vedrà AstroLuca impegnato in un esperimento della durata di due ore durante il quale comanderà dall’orbita un rover in movimento sulla Terra  

Luca Parmitano, l’astronauta siciliano dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) attualmente impegnato nella missione Beyond a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, il mese prossimo sarà protagonista di una nuova missione con cui verrà, almeno simbolicamente, battuta la sua distanza dalla Terra.
La nuova sfida dell’Esa, denominata Analog-1, vedrà AstroLuca impegnato in un esperimento della durata di due ore durante il quale comanderà dallo Spazio un robot in movimento sulla Terra, nei Paesi Bassi.
La missione sperimentale rientra in una serie di test finalizzati a testare la guida in orbita dei futuri rover che verrano utilizzati per esplorare il satellite della Terra e Marte.

L’obiettivo della missione dell’Esa

Si tratta della prima missione di questo genere, in quanto finora i rover sono stati guidati unicamente dalla Terra, tramite l’utilizzo di software pre-programmati. Accorciare le distanze dal centro di comando molto probabilmente ottimizzerà i tempi di reazione dei robot. Quando impartiti della Terra, i segnali arrivano in ritardo e questo comporta l’impossibilità di rispondere per tempo a eventuali imprevisti.
Luca Parmitano guiderà il rover dalla sua postazione sulla Stazione Spaziale Internazionale, tramite l’utilizzo di un sistema informatico.

Joystick per comandare il braccio meccanico del rover 

Grazie a un joystick di ultima generazione, l’astronauta siciliano potrà guidare anche il movimento del braccio robotico di cui è dotato il robot. Questa tecnologia integra dei sensori in grado di percepire le sensazioni tattili: una caratteristica particolarmente utile durante le missioni in cui è prevista la raccolta di campioni di terreno dalla superficie. Parmitano sperimenterà il prelevamento di materiali, comandando l’azione dall’orbita. Nel test sarà simulato uno scenario molto simile a quello lunare. Così facendo sarà possibile valutare l’eventuale effetto della microgravità sulle capacità del braccio meccanico. Durante il test, l’astronauta dell’Esa resterà in contatto per tutta la durata dell’esperimento con i tecnici al lavoro nella base di controllo a Terra.  

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