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Possibile missione per salvare i tardigradi rimasti sulla Luna

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Dopo le accuse di contaminazione del suolo lunare, Arch Mission Foundation cercherebbe finanziatori per una spedizione volta a recuperare i tardigradi ‘addormentati’ finiti sul satellite dopo l’allunaggio fallito da Beresheet 

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Potrebbe esserci in futuro una missione volta a recuperare i tardigradi finiti sulla Luna e sopravvissuti allo schianto della sonda israeliana Beresheet, che lo scorso aprile aveva fallito l’atterraggio sul satellite. È la stessa Arch Mission Foundation, organizzazione che era responsabile del carico di invertebrati trasportati sul veicolo spaziale, a proporre sul proprio profilo Twitter l’ambiziosa spedizione per riportare a casa questi minuscoli organismi, capaci di adattarsi e resistere anche alle condizioni più estreme. “Qualcuno vuole finanziare una missione per recuperare i tardigradi?”, si legge nel tweet, giunto in seguito alle accuse rivolte nei confronti della fondazione di aver contaminato il suolo lunare.

Il carico a bordo della sonda israeliana

L’obiettivo principale di Arch Mission Foundation è proprio quello di costruire un grande ‘archivio’ che conservi una copia della conoscenza umana, dando la possibilità di disseminarla in futuro anche su altri pianeti. Ecco perché il carico dell’organizzazione posto a bordo di Beresheet conteneva un disco simile a un DVD con memorizzate all’interno quasi tutte le pagine dell’enciclopedia online Wikipedia in lingua inglese, alcuni ebook e persino campioni di Dna umano. Oltre a tutto questo, c’erano poi i tardigradi, che sono in grado di ibernarsi, durante uno stato simile al letargo nel quale gli invertebrati si asciugano completamente e arrestano il proprio metabolismo, in attesa di condizioni ambientali ideali per risvegliarsi nuovamente. In tale stato, i tardigradi possono sopravvivere anche a pressioni elevatissime, motivo per cui persino lo schianto della sonda israeliana potrebbe non aver distrutto gli organismi. Nel 2007, un esperimento dell’Esa aveva già dimostrato come questi invertebrati possano resistere a radiazioni cosmiche e forti sbalzi termici, oltre che in condizioni di microgravità.

Tardigradi sulla Luna: vivi ma addormentati

Se è quindi probabile che i tardigradi siano effettivamente sopravvissuti sulla Luna, Arch Mission Foundation respinge le accuse di contaminazione del suolo del satellite, visto che gli organismi sono “incapsulati nell’ambra artificiale”, come si legge in un tweet, quindi incapaci di muoversi o riprodursi sulla Luna. Perché i tardigradi si risveglino, dovrebbero infatti “essere recuperati, portati in un luogo con un’atmosfera adatta e poi reidratati”. Ecco perché la suggestiva missione di recupero proposta da Arch Mission Foundation sarebbe l’unico vero modo di poter riutilizzare questi organismi.