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SpaceX lancia in orbita i primi 60 satelliti Starlink

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 24/05

2' di lettura

Il lancio è avvenuto dalla base della Nasa a Cape Canaveral. Entro il 2020, SpaceX prevede di portare in orbita quasi 12.000 satelliti 

Dopo alcuni rinvii, dovuti a dei problemi tecnici e a delle condizioni climatiche non favorevoli, SpaceX è riuscita a portare in orbita i primi 60 satelliti di Starlink, l’ambizioso progetto con cui la compagnia di Elon Musk desidera diffondere in tutto il mondo dei servizi Internet a banda larga affidabili e poco costosi. Il lancio è avvenuto dalla base della Nasa a Cape Canaveral, in Florida. I 60 satelliti Starlink, che saranno utilizzati per svolgere dei primi test, sono stati portati in orbita da un razzo Falcon 9, già utilizzato in passato nel corso di due missioni spaziali.

Il futuro del progetto Starlink

Entro la metà del 2020, SpaceX prevede di portare in orbita quasi 12.000 satelliti Starlink. I primi 1.600 saranno posizionati a 550 chilometri dalla Terra, mentre i successivi 2.800 raggiungeranno una distanza di 1.150 chilometri dal pianeta. Infine, un terzo gruppo di satelliti sarà lanciato a 340 chilometri dal globo terrestre. Per portare a termine l’ambizioso progetto, la compagnia aerospaziale dovrà spendere quasi 10 miliardi di dollari. Starlink potrebbe rivelarsi un’iniziativa particolarmente redditizia, in grado di finanziare le future missioni spaziali dell’azienda di Elon Musk, tra cui quelle che mirano a raggiungere la Luna e Marte.

Il ruolo di SpaceX nel programma Artemide

Recentemente, SpaceX e altre 10 aziende aerospaziali private sono state selezionate dalla Nasa per condurre degli studi e realizzare dei prototipi di lander per il programma di esplorazione lunare Artemide, che punta a riportare l’uomo sul satellite naturale della Terra entro il 2024. In un comunicato ufficiale, Marshall Smith, il direttore dei programmi di esplorazione umana dell’agenzia spaziale americana, ha spiegato che “per accelerare il ritorno sulla Luna, stiamo sfidando i nostri modi tradizionali di operare. Le partnership pubbliche e private per studiare i sistemi per l’atterraggio dell’uomo sul satellite rappresentano uno step importante in questo processo”. 

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