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Registrata forte tempesta solare, possibile aurora polare in Australia

I titoli delle 13 di Sky Tg24 del 15/05

2' di lettura

Il fenomeno ottico potrebbe svilupparsi in seguito al passaggio di due espulsioni di massa coronale sulla Terra 

Nelle prossime ore, l’aurora polare potrebbe illuminare il cielo dell’Australia. Secondo il Bureau of Meteorology, il momento ideale per ammirare questo affascinante fenomeno ottico, dovuto allo scontro del flusso di radiazioni proveniente dal Sole con il campo magnetico terrestre, sarà la notte compresa tra il 15 e il 16 maggio. I luoghi migliori da cui osservare le luci saranno la Tasmania e l’area meridionale del Victoria. In base all’intensità della tempesta solare, anche chi si troverà a latitudini inferiori potrebbe riuscire a osservare l’aurora polare in tutto il suo splendore.

La tempesta geomagnetica

Zahra Bouya, esperta di meteo spaziale del Bureau of Meteorology, spiega che l’aurora polare potrebbe svilupparsi a causa delle eruzioni che si sono verificate sulla superficie del Sole. Gli esperti stanno monitorando con attenzione due espulsioni di massa coronale che, secondo le previsioni effettuate, passeranno sopra la Terra il 15 e il 16 maggio. Quasi tutte le particelle che compongono queste nubi di plasma saranno deviate dal campo magnetico terrestre, tuttavia una parte potrebbe essere catturata, dando così origine a una tempesta geomagnetica. “Il fenomeno potrebbe durare 2 o 3 giorni e generare delle spettacolari aurore polari”, spiega Bouya.

I rischi associati alle tempeste geomagnetiche

Le tempeste geomagnetiche non sono un fenomeno da sottovalutare: le più intense possono disturbare le comunicazioni radio, danneggiare i satelliti e mandare in tilt le centrali elettriche. Nei prossimi anni, questi fenomeni potrebbero avere un impatto non trascurabile sull’economia, in quanto i sistemi di navigazione satellitare svolgono un ruolo sempre più vitale nel settore dei trasporti. Nei prossimi anni, la missione europea Lagrange monitorerà le attività del Sole, fornendo ai ricercatori le informazioni necessarie per prevedere le tempeste geomagnetiche e valutarne di volta in volta l’intensità. Lo scorso cinque marzo, l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha dedicato la giornata del meteo spaziale alle aurore polari, per ricordare a tutti che “viviamo sotto una stella attiva che può arrecare danni reali alla vita quotidiana”.

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