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Il campo magnetico solare è 10 volte più forte del previsto: lo studio

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Osservando il Sole nell’istante giusto con un telescopio, un team di ricercatori ha notato un flare che ha consentito una misura accurata del campo magnetico come mai in precedenza 

È stata necessaria “una combinazione di condizioni favorevoli e fortuna” perché il ricercatore David Kuridze, dell’Aberystwyth University, giungesse a una sorprendente scoperta: il campo magnetico del Sole sarebbe 10 volte più forte rispetto a quanto previsto, una rivelazione resa possibile da un’osservazione effettuata da un telescopio situato alle isole Canarie e che potrebbe fornire nuove conoscenze riguardanti i processi dell’atmosfera solare. Lo studio di Kuridze e dei suoi colleghi internazionali, in attesa di approvazione, è consultabile sul portale ArXiv. Secondo il coautore Michail Mathioudakis della Queen’s University di Belfast il lavoro conterrebbe “una serie di osservazioni uniche”.

Un flare solare osservato nel momento giusto

Nel settembre 2017, utilizzando il telescopio solare svedese 1-m situato presso l’osservatorio di Roque de los Muchachos, alle isole Canarie, il team guidato da Kuridze ha assistito a un flare solare particolarmente intenso: chiamato anche brillamento, il fenomeno consiste in un’eruzione piuttosto violenta, avvenuta nell’occasione “vicino alla superficie del Sole”, secondo quanto spiega la Queen’s University di Belfast in un comunicato. La fortuna ha però aiutato il team, che si è concentrato nel momento giusto sull’area precisa nella quale si è verificato il flare nonostante il telescopio possa coprire soltanto l’1% della superficie solare per ogni singola osservazione. Come affermato da Kuridze, “tutto ciò che accade nell’atmosfera solare esterna è dominato dal campo magnetico, ma abbiamo molte poche rilevazioni della sua forza e delle sue caratteristiche spaziali”.

Le misurazioni del campo magnetico del Sole

Tali caratteristiche sono fondamentali per comprendere i processi della corona solare e per la prima volta i ricercatori sono stati in grado “di misurare in modo così accurato il campo magnetico degli anelli coronali, ovvero quei mattoni che costituiscono la corona magnetica del Sole”. In precedenza, infatti, strumentazioni limitate unite alla debolezza del segnale che giungeva alla Terra avevano impedito rilevazioni precise del campo magnetico solare. Questa volta, Kuridze e colleghi sono però riusciti nel proprio intento: stando a quanto riferisce la ricerca, il campo magnetico misurato sarebbe simile a quello di una comune calamita da frigo. Per Mathioudakis si tratta di “risultati molto gratificanti raggiunti grazie a dedizione e perseveranza” che apriranno “nuove strade nello studio della corona solare”. 

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