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Antartide, misurato l’impatto dell’uomo sul continente ghiacciato

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Un team di ricerca dell’Università della Tasmania ha determinato che 390.000 metri quadrati delle regioni artiche sono occupati da edifici 

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L’impronta dell’uomo sull’Antartide sta diventando sempre meno trascurabile: è quanto emerge dalla prima misura dell’impatto dell’attività umana sul continente ghiacciato, svolta da un team di scienziati dell’Università della Tasmania coordinato da Shaun Brooks e pubblicata sulla rivista scientifica Nature Sustainability. Oltre 390.000 metri quadrati delle regioni antartiche sono occupati da edifici, soprattutto basi di ricerca. Stefano Urbini, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che ha partecipato a numerose spedizioni in Antartide, spiega che "il continente è sempre stato anche un laboratorio naturale di geopolitica e le pressioni politiche rischiano di trasformare la scienza in un pretesto per accedere alle risorse dell'Antartide”.

Il numero delle basi scientifiche è in aumento

L’esperto aggiunge che il numero delle basi scientifiche è in continuo aumento. La Cina, per esempio, ha intenzione di creare un quinto centro di ricerca sull’Isola Inexpressible, situata a 26 chilometri di distanza dalla base italiana Mario Zucchelli. Un altro problema è il turismo: fino ad alcuni anni fa solo i più ricchi potevano visitare l’Antartide, ma di recente la creazione di alcuni pacchetti ad hoc ha permesso a un maggior numero di persone di raggiungere il continente. Urbini spiega che, nonostante l’esistenza di un trattato firmato da oltre 50 stati, non è facile di impedire a un Paese di costruire una nuova base di ricerca. “Si potrebbe limitare la pressione umana in Antartide condividendo le risorse già presenti sul territorio, ad esempio con la creazione di basi internazionali di ricerca, che limiterebbero il traffico di navi, merci e aerei", conclude l’esperto.

Lo spostamento dei krill

Oltre all’impatto dell’uomo, anche il cambiamento climatico sta avendo delle conseguenze sull’Antartide. Per esempio, l’aumento delle temperature sta spingendo i krill, piccole creature marine invertebrate alla base dell’alimentazione di vari animali, a spostarsi verso il polo sud. Se questa tendenza dovesse proseguire, i pinguini fronte dorata e alcune specie di foche potrebbero soffrire a causa della carenza di cibo.