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Diabete, la dieta dell'orologio può proteggere dalla malattia: lo studio

I titoli delle 13 di Sky TG24 del 05/12

3' di lettura

19 persone con sindrome metabolica, ad alto rischio di sviluppare il diabete, hanno seguito per tre mesi il regime alimentare che prevede di concentrare i pasti in un arco di 10 ore: tutti i pazienti hanno migliorato il proprio quadro clinico 

L’alimentazione, si sa, gioca un ruolo fondamentale nella lotta al diabete. La cosiddetta ‘dieta dell’orologio’ potrebbe rappresentare una nuova alleata per i soggetti a rischio, proteggendoli dalla patologia. Questo regime alimentare preveda che tutti i pasti della giornata siano consumati in un arco di massimo 10 ore: a dimostrarne l’efficacia è uno studio clinico realizzato dal Salk Institute di La Jolla, in California e pubblicato su Cell Metabolism, che ha coinvolto 19 persone con un quadro clinico che le rendeva estremamente inclini a sviluppare il diabete. Seguendo la dieta dell’orologio per tre mesi, tutti i soggetti hanno attenuato il rischio della malattia.

La dieta dell'orologio per allontanare rischio diabete

Nella dieta dell’orologio il tempismo con il quale vengono consumati i pasti viene prima delle calorie assunte. Secondo questo metodo, già utilizzato per perdere peso, colazione, pranzo, cena e eventuali spuntini devono avvenire entro 10 ore, motivo per cui si consiglia solitamente di ritardare la colazione fino a due ore dopo il risveglio. I 19 pazienti coinvolti nello studio coordinato da Satchidananda Panda avevano sviluppato la sindrome metabolica, caratterizzata da sovrappeso, ipertensione, trigliceridi e colesterolo alti e glicemia elevata a digiuno, fattori che aumentano le possibilità di sviluppare il diabete. Tuttavia, dopo tre mesi trascorsi seguendo la dieta oraria, tutti i soggetti sono riusciti a perdere peso, riducendo in alcuni casi anche gli altri fattori di rischio.

Proteggersi dal diabete grazie ai ritmi circadiani

Come spiegato da Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid), la dieta dell’orologio punta a mantenere una stabilità nei ritmi circadiani, ovvero l’alternanza di luce e buio, o sonno e veglia, che può portare benefici al metabolismo, giocando un “ruolo determinante per il funzionamento di molti sistemi ormonali o nervosi”. I risultati ottenuti sono secondo Purrello “molto interessanti”, specialmente perché non legati a variazioni significative riguardanti alimentazione o attività fisica. I ricercatori vogliono però ora effettuare un nuovo test clinico che coinvolga 100 pazienti in modo da confermare quanto osservato. L’autore principale Panda spiega che “adattarsi a mangiare soltanto per 10 ore al giorno è un metodo facile ed efficace per ridurre i sintomi della sindrome metabolica e migliorare la propria salute. Anche soltanto ritardando la malattia di un anno in un milione di persone in fase di pre-diabete si potrebbero risparmiare circa 9,6 miliardi in costi sanitari”.

Diabete, presentato in Italia il nuovo farmaco semaglutide

Recentemente è stato presentato in Italia un nuovo farmaco che potrebbe far segnare un importante passo avanti per i diabetici nella gestione della malattia. Il medicinale, prodotto da Novo Nordisk, si chiama semaglutide e tramite un’unica iniezione a settimana risulterebbe efficace su più aspetti, permettendo di perdere peso, tenere sotto controllo la glicemia e ridurre il rischio cardiovascolare allo stesso tempo. 

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