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Bimbo nato senza orecchio, ricostruito con stampa 3D a Firenze

3' di lettura

Al paziente tredicenne, affetto da microtia, una malformazione congenita rara dell’orecchio esterno caratterizzata dall’assenza dello sviluppo del padiglione auricolare, sono state prelevate delle cartilagini costali a cui è stata data la forma dell’orecchio 

A Firenze, presso l’ospedale Meyer, grazie alla stampa 3D è stato ricostruito l’orecchio di un bambino (FOTO) di 13 anni affetto da microtia, una malformazione congenita rara dell’orecchio esterno che colpisce 5 bambini su 10.000 ed è caratterizzata dalla riduzione o dall’assenza dello sviluppo del padiglione auricolare. L’orecchio è stato ricostruito partendo da cartilagini costali prelevate dal giovane paziente, a cui è stata data la forma dell’orecchio grazie a modelli stampati in 3D. Come rivelato dalla struttura ospedaliera, l’intervento attuato al Meyer è il primo in Italia ad aver applicato la tecnologia 3D. 

L’intervento

Il giovane paziente è affetto da microtia bilaterale: è nato sprovvisto di entrambi i padiglioni auricolari. L’intervento ha riguardato un solo orecchio. Tuttavia, come dichiarato da alcune fonti dell’ospedale, probabilmente verrà eseguita un’operazione analoga nei prossimi mesi per ricostruire anche l’altro padiglione auricolare. Per realizzare il modello tridimensionale, gli esperti hanno stimato la forma naturale del padiglione auricolare del paziente, partendo dalla conformazione dell’orecchio materno. Inoltre, prima di procedere all’operazione chirurgica, grazie ai risultati di una Tac e all’utilizzo di un software tecnologico, hanno stampato in 3D una copia delle cartilagini necessarie per ricostruire l’orecchio del paziente. Sono così riusciti a valutare con precisione millimetrica, la sezione di cartilagini costali da prelevare.

Equipe guidata dal dottor Facchini

L’intervento chirurgico è stato eseguito da un'equipe di chirurghi dell'ospedale pediatrico fiorentino, coordinata dal dottor Flavio Facchini e ha visto la partecipazione di alcuni ingegneri di T3Ddy, il laboratorio congiunto istituito con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze, al lavoro nella creazione di modelli tridimensionali per migliorare l’approccio chirurgico. “Per un bambino con una malformazione che era così evidente, il recupero estetico acquista una grande valenza psicologica e sociale: lui non aveva problemi di udito ma la malformazione gli creava grande disagio”, ha dichiarato il dottor Flavio Facchini. “Al Meyer si inaugura una nuova frontiera della chirurgia ricostruttiva, che apre la strada anche ad altri tipi di ricostruzione 3D: ad esempio per correggere le malformazioni del volto, alterazioni congenite del distretto testa-collo, gli esiti di traumi ed ustioni e gli esiti di interventi oncologici demolitivi”. Come dichiarato dall’esperto vi sarebbero altri 6 giovani pazienti in attesa dello stesso intervento.

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