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Udito, buona parte degli italiani sottovaluta la salute dell’orecchio

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2' di lettura

Il 54% della popolazione non si è mai sottoposto al test audiometrico. Una percentuale troppo elevata se si pensa che più di una persona su dieci, in Italia, ha problemi di udito: in dati in vista del World Hearing Day 

Il 54% degli italiani non si è mai sottoposto al test audiometrico. Una percentuale troppo elevata se si pensa che più di una persona su dieci, in Italia, ha problemi di udito. L’indebolimento della capacità uditiva non riguarda solo gli anziani, che restano gli individui più soggetti a questa problematica, ma anche i giovani. A ricordare quanto gli italiani sottovalutino l’importanza di monitorare la salute dell’orecchio e dell’udito sono diverse associazioni di pazienti, esperti e istituzioni che hanno affrontato la tematica in un incontro dedicato al ministero della Salute. La riunione, organizzata da Nonno Ascoltami-Udito Italia Onlus in collaborazione con ASI (Affrontiamo la Sordità Insieme), precede di pochi giorni la giornata mondiale dedicata all’udito, una ricorrenza che viene festeggiata ogni anno il 3 marzo.

I numeri in Italia e nel mondo

L’ipoacusia è un indebolimento della capacità uditiva derivante dal danneggiamento o dalla degenerazione di uno dei suoi componenti: comporta una riduzione della percezione dei suoni e difficoltà nel comprendere le parole.
Nonostante i soggetti più colpiti (37%) siano le persone con età superiore ai 74 anni, negli ultimi anni è aumentato sensibilmente il numero dei giovani con problemi uditivi. Se nel 2012 ne era affetto il 3% della popolazione italiana tra i 15 e i 24, 3 anni più tardi la percentuale ha raggiunto il 4,2%.
Stando al parere degli esperti, l’aumento delle casistiche di ipoacusia tra i giovani sarebbe dovuto, non solo alla abitudini ‘non salutari’ diffuse tra i teenager, ma anche alla scarsa attenzione verso il tema.
In tutto il mondo, come ricorda l’Organizzazione mondiale della sanità, sono all’incirca 460 milioni gli individui con ipoacusia invalidante: più del 5% della popolazione della Terra. Si stima, inoltre, che la percentuale potrebbe triplicare entro il 2050, con più di 1,2 miliardi di persone con problemi uditivi.

L’obiettivo dell’incontro al ministero

La due giorni di incontri al ministero della Salute è stata organizzata con l’obiettivo di sottoscrivere il primo protocollo operativo, con l’intento di iniziare a collaborare ambendo a obiettivi comuni.
"Solo muovendoci insieme per un obiettivo condiviso possiamo essere ascoltati dalla Pubblica Amministrazione. La firma di questo protocollo sarebbe un avvenimento storico che rende più efficaci gli sforzi, finora frammentari e individuali, verso la prevenzione, l'informazione e l'accesso alle cure a vantaggio di tutti”, spiega Domenico Pinto, presidente ASI (Affrontiamo la Sordità Insieme). 

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