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Boom di fratture da osteoporosi tra gli over 65 negli ultimi 20 anni

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 17/10

2' di lettura

Oltre un milione e mezzo di fratture al femore dal 2000 ad oggi. Quattro fratturati su 10 sono donne over 85: questi sono i dati rivelati dagli esperti in vista della Giornata Mondiale dell'Osteoporosi, in programma domenica 20 ottobre

Dal 2000 ad oggi, l’osteoporosi ha provocato oltre un milione e mezzo di fratture al femore tra gli over 65.
Questi sono i dati emersi dal quadro delineato da Prisco Piscitelli e Umberto Tarantino, dell'Università di Roma Torvergata, in vista della Giornata Mondiale dell'Osteoporosi, in programma domenica 20 ottobre.
Ogni anno si registrano quasi 100.000 ricoveri per fratture al femore dovute a questa patologia cronica.
Inoltre, l’incidenza, secondo quanto indicato dagli esperti, sarebbe in aumento del 20% nelle donne e del 30% negli uomini.

Osteoporosi e fratture: numeri

Nei due terzi dei casi, i fratturati per osteoporosi, sono anziani con un’età superiore agli 80 anni. Inoltre, quattro pazienti su 10 sono donne over 85.
In meno di 20 anni, secondo le stime degli esperti, si sono verificati all’incirca 400.000 decessi post-frattura e 200.000 pazienti è stata riconosciuta l’invalidità permanente.
Dal 2000 al 2019, sono stati spesi circa 18 miliardi di euro in costi sanitari per ricoveri, interventi e riabilitazione.
Inoltre, il costo delle pensioni d’invalidità, a carico dell’ines, ammonta a circa 2 miliardi di euro.
"Nei nostri studi abbiamo dimostrato che dopo i 70 anni di età le fratture del femore sono una causa di ospedalizzazione di gran lunga superiore all'infarto", ha spiegato Prisco Piscitelli.

I fattori che influiscono sull'aumento delle fratture

L'incidenza delle fratture correlate all’osteoporosi incrementa con l'aumentare dell'età. Le fratture al femore, inoltre, si verificano con maggior frequenza nei soggetti che fumano e che non sono particolarmente attivi fisicamente e sarebbero influenzate anche dalle esposizioni ambientali.
Diversi elementi ambientali, "tra cui piombo, mercurio e cadmio, hanno mostrato di contribuire alla demineralizzazione ossea e a un più alto rischio di osteoporosi", ha dichiarato Elena Colicino, esperta della Società Italiana di Medicina Ambientale. A questi fattori, come sostenuto da Colicino, si aggiungono "alcune sostanze chimiche presenti nei packaging alimentare, nel pentolame e inquinanti indoor, che agendo sul sistema endocrino modulano gli ormoni e provocano una riduzione della loro densità e osteoporosi, principalmente nelle donne in menopausa”. 

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