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Tumori, dall'astronomia potrebbero arrivare nuove armi per combatterli

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 dell'8/7

3' di lettura

Si tratta di programmi informatici che possono riconoscere l'impronta di luce del cancro come quella di stelle e galassie. Lo dimostrano alcuni esperimenti realizzati in Gran Bretagna all'Università di Exeter 

Le tecniche sviluppate dagli astronomi potrebbero aiutare nella lotta contro il cancro al seno e alla pelle. E’ quanto emerge dai primi esperimenti realizzati in Gran Bretagna all'Università di Exeter e presentati al convegno annuale della Royal Astronomical Society (RAS), società fondata nel 1820 che incoraggia e promuove lo studio dell'astronomia, della scienza dei sistemi solari, della geofisica e dei rami della scienza strettamente correlati.

Lotta aperta contro il tumore del seno

La ricerca è partita sfruttando questo dato: nel Regno Unito, ogni anno a quasi 60mila donne viene diagnosticato un cancro al seno e, di queste, 12mila muoiono. La diagnosi precoce, ai fini delle cure, è fondamentale. Circa il 90% delle donne diagnosticate allo stadio iniziale sopravvive per almeno cinque anni, rispetto al 15% delle donne con diagnosi in uno stadio più avanzato. Il cancro, raccontano gli esperti inglesi, crea piccoli depositi di calcio nei seni, rilevati grazie ad uno spostamento della lunghezza d'onda della luce mentre passa attraverso il tessuto. Il team guidato dal biochimico Charlie Jeynes si è reso conto che i codici informatici sviluppati per studiare la formazione di stelle e pianeti potevano essere applicati anche per trovare quei depositi e persino ricreare un laboratorio virtuale dove testare nuove terapie.

Astronomia e medicina, connubio vincente

La correlazione è possibile, dunque. Come racconta il report della Royal Astronomical Society, l’astronomia si basa, in gran parte, sull'analisi della luce: studiare quella assorbita, dispersa e riemessa dalle nubi di gas e polveri nello spazio, per esempio, è utile per capire cosa nascondono al loro interno. L’intuizione, grazie a questa ricerca, ipotizza che gli stessi programmi informatici usati per questa analisi potrebbero presto finire per essere impiegati nella diagnosi precoce del tumore della mammella. Così come accade nello spazio, anche la luce che attraversa i tessuti malati subisce uno spostamento nelle lunghezze d'onda. Nonostante le grandi differenze di scala, i processi che subisce la luce quando viaggia attraverso il corpo umano è molto simile a quelli che si verificano nello spazio. E quando la patologia degenera e il tessuto diventa canceroso, quel cambiamento dovrebbe apparire.

Nuovi studi clinici sempre più ampi

“La luce è fondamentale per una vasta gamma di progressi medici, come la misurazione dell'ossigenazione del sangue nei bambini prematuri. Quindi se esiste una connessione naturale con l'astronomia, siamo lieti di poter utilizzare il nostro lavoro per combattere il cancro", ha commentato Jeynes. L’obiettivo finale dello studio è quello di sviluppare un test diagnostico rapido che eviti le biopsie non necessarie, migliorando le prospettive di sopravvivenza per migliaia di donne. Il lavoro combinato tra esperti è già in corso con i medici dell'ospedale di Exeter per pilotare la tecnologia e aprire la strada a studi clinici sempre più ampi.  

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