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Tumore al seno, una nuova cura aumenta la sopravvivenza per il 70% delle giovani

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È quanto emerge dai risultati dello studio di fase III MONALEESA-7, presentati durante il congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco). Il nuovo trattamento ha portato il tasso di sopravvivenza delle pazienti al 70% 

Aumentano le probabilità di sopravvivenza per le giovani donne con tumore al seno avanzato. Il merito è di ribociclib, una molecola che è stata aggiunta alla terapia endocrina standard. È quanto emerge dai risultati dello studio di fase III MONALEESA-7, presentati durante il congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) e pubblicati sulla rivista New England Journal of Medicine. La ricerca, condotta su 672 pazienti seguite per circa tre anni, ha evidenziato che dopo 42 mesi di trattamento, per le donne trattate col farmaco e la terapia endocrina standard il tasso di sopravvivenza era del 70%, mentre scendeva al 46% per quelle che ricevevano solo la cura standard. L’esperto dell’Asco Harold Burstein spiega che il cancro al seno avanzato può essere molto aggressivo. “Rappresenta la principale causa di morte per cancro tra le donne di età compresa tra i 20 e i 59 anni. Per questo motivo è incoraggiante vedere una terapia mirata che aumenta notevolmente la sopravvivenza per le donne più giovani con questa malattia”, dichiara Burstein. 

Gli effetti della nuova cura

Gli esperti spiegano che l’incidenza del tumore al seno tra le donne non in menopausa è in aumento: tra il 1978 e il 2008 negli Stati Uniti è cresciuta del 2% tra le donne di età compresa tra i 20 e i 39 anni. Ribociclib, il cui utilizzo è stato approvato dalla Food and Drug Administration (Fda), inibisce l’attività di alcuni enzimi che contribuiscono alla proliferazione delle cellule tumorali, determinando una riduzione del rischio di morte del 30%. Lucia Del Mastro, responsabile Breast Unit dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, spiega che in Italia vivono più di 37.000 donne con diagnosi di tumore della mammella metastatico. “Di queste, 3.700 hanno un’età compresa fra i 40 e i 49 anni”, spiega l’esperta. “Si tratta di donne giovani, nel pieno della loro vita familiare e professionale. Da qui la necessità di opzioni terapeutiche innovative che garantiscano quantità e qualità di vita. Questo studio offre nuove speranze alle giovani pazienti: ribociclib, infatti, è un trattamento caratterizzato da un'efficacia superiore rispetto alle terapie anti-ormonali standard e da una bassa tossicità, consentendo di condurre una vita normale pur continuando le cure", conclude Del Mastro.

Il ruolo dell’Italia nello studio

Michelino De Laurentiis, il direttore del Dipartimento di Senologia all'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli, spiega che l’Italia “ha svolto un ruolo da protagonista nel programma di ricerca clinica per lo sviluppo di ribociclib, con circa 1.000 pazienti inclusi negli studi”. L’esperto aggiunge che “la nuova cura permetterà a un numero sempre maggiore di donne di ricevere in fase iniziale un trattamento efficace a bassa tossicità, evitando o posticipando la necessità di ricorrere alla chemioterapia”.

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