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Scoperto un possibile legame genetico tra obesità e depressione

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3' di lettura

Secondo uno studio, i soggetti con varianti genetiche collegate a un alto indice di massa corporea avrebbero più probabilità di soffrire di sindromi depressive legate a fattori psicologici

Le persone geneticamente predisposte all’obesità avrebbero una probabilità maggiore di soffrire anche di depressione. A rivelarlo è uno studio condotto dagli esperti di diversi istituiti del Regno Unito e dell’Australia, i cui risultati sono stati pubblicati sull’International Journal of Epidemiology. Finora, se da un lato era già stato osservato come le persone con problemi di peso fossero più portate a sviluppare sindromi depressive, ai ricercatori non era ancora chiaro se fosse la depressione a governare i cambiamenti di peso o viceversa. La ricerca ha messo in luce che avere varianti genetiche collegate all’aumento dell’indice di massa corporea (Bmi) porterebbe a problemi di salute mentale, legati principalmente a fattori psicologici, come la non accettazione della propria immagine, e a soffrirne di più sarebbero le donne.

La più vasta ricerca nel settore

Quella effettuata dagli studiosi anglosassoni e australiani è la più ampia ricerca mai svolta prima d’ora in questo ambito. Gli esperti hanno avuto accesso alla banca dati della Biobank britannica e hanno esaminato le cartelle di oltre 500mila persone. Sono state prese in oggetto 73 varianti genetiche legate a un alto Bmi e associate allo stesso tempo a un elevato rischio di altri disturbi, come diabete e malattie cardiache. Oltre a queste, sono state prese in esame altre 14 varianti, sempre collegate all’obesità ma senza connessioni con altre malattie. Mentre il primo gruppo avrebbe potuto mostrare legami con la depressione attraverso meccanismi biologici e psicologici, i ricercatori ipotizzavano che il secondo avesse una correlazione esclusivamente psicologica.

Perdita di peso utile a migliorare la salute mentale

I dati che sono emersi hanno evidenziato come all’aumento medio di 4,7 punti del Bmi corrisponda un aumento medio complessivo del 18% della probabilità di sviluppare depressione, che sale al 23% nelle sole donne. Gli studiosi hanno quindi concluso che la predisposizione genetica è strettamente collegata alla depressione. Inoltre, le 14 varianti genetiche che portano a un aumentano del grasso corporeo e non collegate ad altri problemi di salute sono anch’esse legate a una maggiore probabilità di soffrire di depressione. L'analisi confermerebbe quanto ipotizzato dagli studiosi e "suggerisce che la componente psicologica è altrettanto forte rispetto a qualsiasi componente fisiologica, ammesso che quest'ultima sia presente", ha affermato il professor Tim Frayling, co-autore dello studio, della Scuola di medicina dell'Università di Exeter. “Naturalmente, molti altri fattori possono causare depressione - ha concluso Naveed Sattar, professore di medicina metabolica all'Università di Glasgow - ma, anche così, la perdita di peso potrebbe essere utile per migliorare la salute mentale in alcuni individui, mentre mantenersi più magri aiuta in generale a ridurre le possibilità di sviluppare sindromi depressive”.

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