Bere troppa acqua: quali sono i rischi secondo uno studio

Idratazione (Getty Images)
3' di lettura

La sete, come spiega Tamara Hew-Butler, professoressa presso la Wayne State University stimola la stessa area cosciente attivata dal cervello per manifestare la fame. Ma rimanere idratati è ovviamente fondamentale e occorre sempre bere quando se ne sente il bisogno

L'idratazione è essenziale per l'organismo, aspetto spesso sottovalutato soprattutto dai più distratti ma che è invece fondamentale per la nostra salute. Durante l’estate 2017, un allenatore di football dell’Università del Texas ha stilato la Longhorn Football Hydration Chart, un documento che classificava i suoi giocatori in base al loro livello di idratazione tramite l’analisi delle urine. Questa pratica ha permesso, nelle scuole, di incoraggiare gli alunni sportivi a una corretta idratazione del corpo. La buona riuscita di questo fondamentale consiglio ha però portato il manifestarsi dell’iperidratazione in alcuni tra gli studenti. Negli ultimi anni, nel mese di agosto, quattro atleti delle scuole superiori sono deceduti dopo aver assunto una quantità troppo elevata di liquidi al fine di evitare la disidratazione.

Bere quando si ha sete

Esiste nell’uomo un processo neuroendocrino in grado di controllare la sete che sembra risalire a 700 milioni di anni fa ed è presente nella maggior parte degli animali, insetti e vermi compresi. La sete, come spiega Tamara Hew-Butler, professoressa presso la Wayne State University in un articolo su The Conversation, stimola la stessa area cosciente attivata dal cervello per manifestare la fame. Per idratarsi in maniera perfetta basterebbe seguire il consiglio dei circuiti molecolari e neurali che regolano l’assunzione di liquidi e la minzione. Nell’uomo è dunque presente un sistema di autoregolazione, in grado di avvertire il singolo individuo nel momento in cui il corpo necessita l’assunzione di liquidi. Sarebbe quindi opportuno bere, rispettando i tempi e le esigenze del corpo senza sforzarsi per ottenere una giusta idratazione.

L’iponatremia

L’assunzione di una grande quantità di acqua o liquidi può portare all’iponatremia. Un consumo eccessivo ridurrebbe i livelli di sale presenti nel sangue portandoli al di sotto del livello di normalità. L’improvviso calo di sali presenti nel sangue porterebbe a un rigonfiamento di tutte le cellule del corpo. Quest’ultimo è un sintomo che può derivare anche dalla disidratazione. Secondo una recente analisi incrociata, attuata dai ricercatori dell’American College of Sports Medicine, che ha coinvolto 33 studi, sembra emergere che un livello di idratazione oltre al 2% può portare a un danneggiamento della cognizione dell’essere umano, causando una compromissione delle prestazioni e un aumento della temperatura corporea. La sete, come spiega Tamara Hew-Butler, è un segnale fortemente individualistico la cui funzione è quella di proteggere l’equilibrio nel corpo umano tra la presenza di acqua e quella di sale, ed è codificata nella maggior parte degli invertebrati e nel DNA di tutti i vertebrati.

Data ultima modifica 09 agosto 2018 ore 07:20

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