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Puntura di zecca, cosa fare in presenza dei primi sintomi

I titoli di Sky TG24 delle 13 del 06/06

3' di lettura

Questi artropodi parassiti possono trasmettere varie patologie, come la malattia di Lyme, l’ehrlichiosi, la TBE (meningoencefalite da zecche) e la febbre bottonosa. Grazie ad alcuni accorgimenti è possibile evitare di essere punti 

Le zecche sono degli artropodi parassiti che sopravvivono grazie al parassitismo: si nutrono, infatti, del sangue dell’organismo ospite. La loro puntura è potenzialmente pericolosa, perché può determinare la trasmissione di batteri o virus. Le patologie più note associate alle zecche sono la malattia di Lyme, l’ehrlichiosi, la TBE (meningoencefalite da zecche) e la febbre bottonosa. Oltre all’uomo, questi parassiti possono pungere anche varie specie di animali, tra cui cervi, ricci, topi, conigli, volpi, uccelli, scoiattoli, gatti e cani.

I sintomi della malattia di Lyme

Nella maggior parte dei casi, la puntura di zecca è del tutto indolore: questa caratteristica può rendere difficoltosa la diagnosi di un’eventuale patologia trasmessa dal parassita. Nel caso della malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi, è possibile notare che la zona intaccata dal parassita appare leggermente gonfia e infiammata. Nei giorni successivi alla puntura, l’infiammazione si espande, determinando delle eruzioni cutanee sempre più marcate ed evidenti. Altri sintomi della patologia sono la febbre, i dolori articolari, il mal di testa e gli sbalzi d’umore. In seguito alla diagnosi, effettuata da un medico specialista, è possibile iniziare un trattamento antibiotico (sempre sotto la supervisione di un esperto).

I sintomi dell’ehrlichiosi

Anche l’ehrlichiosi è un’infezione batterica. Si manifesta con sintomi che ricordano quelli dell’influenza (febbre, nausea, vomito e dolori muscolari) e può essere accompagnata da manifestazioni esantemiche simili a quelle del morbillo. Negli adulti e nelle persone in età avanzata può causare complicazioni a livello renale, vascolare ed encefalico.

I sintomi della TBE

La TBE (meningoencefalite da zecche) è una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale. I suoi sintomi sono simili a quelli di altre malattie come la meningite o l’encefalite. È possibile prevenirla grazie alla vaccinazione. Se non trattata, può determinare conseguenze invalidanti e permanenti.

I sintomi della febbre bottonosa

La febbre bottonosa (nota anche come tifo indiano da zecca o tifo del Kenya) è una malattia causata dai batteri Rickettsia conorii. Si manifesta con febbre e vari disturbi cutanei, come macchie, papule e crosticine nere.

Come prevenire le punture di zecca

Le punture di zecca sono particolarmente frequenti in primavera e in autunno. Nel corso di queste stagioni è opportuno indossare degli abiti adeguati durante eventuali escursioni nei boschi o nelle regioni montane. È consigliabile evitare dei vestiti che lasciano scoperta la pelle (come magliette corte o pantaloncini) e indossare delle calzature lunghe. Gli abiti chiari permettono di notare più facilmente le zecche. Al termine dell’escursione è sempre e comunque opportuno verificare l’eventuale presenza dei parassiti sulla cute e sul cuoio capelluto. Chi possiede degli animali domestici deve vaccinarli regolarmente per evitare infezioni come la malattia di Lyme o la TBE.

Cosa fare se si viene punti da una zecca

Quando si scopre di essere stati punti da una zecca, la prima cosa da fare è indossare dei guanti e rimuovere con delicatezza il parassita utilizzando delle pinzette, stando bene attenti a non romperlo, strapparlo o schiacciarlo. Prima e dopo la rimozione dell’artropode è necessario disinfettare la cute. In seguito, è opportuno segnare la data in cui si è stati punti dalla zecca e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni. In presenza di sintomi come eruzioni cutanee, febbre, debolezza e dolore alle articolazioni è indispensabile rivolgersi al proprio medico. 

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