Pillole di iodio anti-radiazioni, cosa sono e quando servono

Salute e Benessere
©Getty

L'invasione russa in Ucraina e i combattimenti intorno alle centrali nucleari di Chernobyl e di Zaporizhzhia hanno scatenato la corsa in farmacia in alcuni Paesi europei. Ma come funzionano le pillole a base di iodio e servono davvero in caso di possibile esposizione a radiazioni?

L'invasione russa in Ucraina e i combattimenti intorno alle centrali nucleari di Chernobyl e di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, hanno innescato un boom della domanda di compresse anti-radiazioni a base di iodio in alcuni Paesi europei. In Belgio, in particolare, la corsa all'accapparramento delle pillole, distribuite gratuitamente nelle farmacie del Paese, è iniziata la scorsa settimana, con consegne che lunedì hanno toccato quota 30mila confezioni al giorno. Ma come funzionano le pillole allo iodio e servono davvero in caso di possibile esposizione a radiazioni? (DIRETTA Guerra Ucraina-Russia, attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia)

Come funzionano le pillole di iodio

approfondimento

Ucraina e Russia in guerra, le ultime news del 4 marzo

Come spiegato sul portale dell'Istituto superiore di sanità, durante un incidente nucleare, lo iodio radioattivo può essere rilasciato contaminando l'ambiente, con conseguente esposizione esterna. L'inalazione di aria contaminata e l'ingestione di cibo e acqua potabile contaminati possono portare all'esposizione interna alle radiazioni e all'assorbimento di iodio radioattivo principalmente da parte della tiroide. Tuttavia, la ghiandola tiroidea, che utilizza lo iodio per produrre ormoni tiroidei, non distingue tra iodio radioattivo e iodio stabile. Per questo, l'assunzione di pillole allo iodio non radioattivo (stabile), prima o all'inizio dell'esposizione allo iodio radioattivo, può impedire l'accumulo di quest'ultimo nella tiroide saturandola con iodio non radioattivo e riducendo così efficacemente l'esposizione interna della tiroide. Nel complesso, precisa l'Iss, nelle persone esposte allo iodio radioattivo, la somministrazione orale di iodio stabile (insieme al controllo degli alimenti e dell'acqua potabile) è considerata una strategia appropriata per ridurre il rischio di effetti negativi.
Tuttavia, è importante sottolineare che le compresse di iodio non vanno assunte preventivamente o di propria iniziativa, ma solo in caso di esposizione allo iodio radioattivo e su indicazione delle autorità o dei medici.

Le indicazioni dell'Agenzia federale belga per il controllo nucleare

L'Agenzia federale belga per il controllo nucleare ha rassicurato che "l'attuale situazione in Ucraina non richiede l'uso di compresse di iodio". Ha ricordato, inoltre, che "le pastiglie di iodio non offrono protezione contro altre sostanze radioattive" dalle quali, in caso di emergenza, è necessario ripararsi e che l'uso delle compresse è raccomandato solo per le persone in determinate fasce d'età.
In caso di fuoriuscita di radiazioni, i minori di 18 anni, in particolare i più piccoli, sono maggiormente a rischio di sviluppare tumori. Lo stesso vale per le donne in gravidanza o in allattamento, mentre gli adulti dai 18 ai 40 anni hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla tiroide. Il rischio si abbassa ulteriormente per gli over 40, rendendo l'uso delle compresse "controproducente e persino potenzialmente tossico", ha chiarito l'Agenzia belga ricordando che lo ioduro di potassio aumenta il rischio di disfunzioni della tiroide.

Possibili effetti collaterali

Marcello Bagnasco, presidente dell'Associazione Italiana della Tiroide (Ait) e specialista in endocrinologia, medicina nucleare e immunologia clinica, in un'intervista a Repubblica, ha spiegato che "se si assumono in autonomia e senza il consiglio del medico compresse di iodio si potrebbe verificare un eccesso di questo elemento che può provocare effetti collaterali come, per esempio, un aumento di incidenza delle patologie autoimmuni". In particolare, nei soggetti con ipotiroidismo potrebbero esserci conseguenze indesiderate più sensibili. Va evitato l'uso incontrollato sulla base del principio che "non si sa mai". Sono forme di psicosi che possono fare danni", ha aggiunto.

Salute e benessere: Più letti