Giornata mondiale dell’endometriosi 2022, i sintomi della malattia

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Si tratta di una patologia cronica e progressiva, che colpisce donne in età fertile ed è caratterizzata dalla presenza e dalla proliferazione di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. In Italia, secondo le stime, riguarda circa tre milioni di donne

Il 28 marzo 2022 ricorre la Giornata Mondiale dell’endometriosi, iniziativa pensata per sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia che risulta “fortemente invalidante per le donne che ne soffrono”. Viene definita come un’infiammazione cronica benigna degli organi genitali femminili e del peritoneo pelvico, causata dalla presenza anomala, proprio in quest’area, di cellule endometriali che, in condizioni standard, si trovano solamente all’interno dell’utero.

I sintomi della malattia cronica e progressiva

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Come spiega il sito del ministero della Salute, l’endometriosi è appunto “una malattia cronica e progressiva, che colpisce donne in età fertile ed è caratterizzata dalla presenza e dalla proliferazione di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina”. Quali sono i sintomi più frequenti? Di solito, per le donne che ne soffrono, si presentano mestruazioni dolorose, dolore pelvico cronico, oppure ancora dolore durante la minzione, sintomi gastrointestinali, dolore durante i rapporti sessuali e affaticamento. Secondo gli specialisti del polo ospedaliero “Humanitas”, si tratta di una patologia molto frequente nella popolazione generale che, in base alle stime, può interessare il 10-20% delle donne in età fertile. Colpisce, in prevalenza, donne tra i 25 e i 35 anni ed è “praticamente assente nell’età prepuberale e post-menopausale”. In Italia sono affette da endometriosi circa tre milioni di donne, ma la diagnosi è nel 30-40% dei casi accidentale e avviene durante controlli ginecologici di routine o controlli specialistici eseguiti per altre patologie. Questo perché può anche capitare che la patologia si presenti anche in forma asintomatica. La particolarità, spiegano gli esperti, è che questi sintomi rendono complessa la diagnosi dato che sono comuni anche ad altre patologie e per questo è importante far luce sul problema, considerando che l’endometriosi risulta essere una delle cause più note di infertilità. E che questa malattia può avere “importanti ripercussioni sul benessere psicofisico delle donne che ne sono affette e sulla loro qualità di vita”.

Diagnosi e trattamento

L’endometriosi, a livello globale, riguarda circa il 10% (190 milioni) delle donne e delle ragazze in età riproduttiva. Viene considerata una malattia di “rilevanza sociale” in quanto, nelle sue forme più acute e severe, la sintomatologia e i disturbi limitano la quotidianità delle donne che ne sono affette. Per questo motivo, sottolinea ancora il ministero della salute, “si tratta di una patologia da considerare con attenzione, dal momento che solo una bassa percentuale di donne che ne soffre sa di esserne affetta”. La diagnosi, infatti, può arrivare in molti casi dopo un “percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche”. I medici di medicina generale e i ginecologi rappresentano, a livello medico, le figure più indicate per una pronta diagnosi e per il trattamento. Solitamente, per curare l’endometriosi, si possono adottare diversi trattamenti in base allo stadio e alla sintomatologia della malattia, andando dal semplice controllo clinico, all’utilizzo di terapie farmacologiche, sino al trattamento chirurgico.

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