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Mangiare funghi champignon bianchi: i possibili effetti sul diabete

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Dalla ricerca, condotta dalla Pennsylvania State University, è emerso che questi sono in grado di nutrire degli specifici microorganismi, presenti già in natura nell’intestino, che regolano i livelli di glucosio nel corpo umano  

Mangiare funghi champignon bianchi può portare a delle variazioni nella comunità microbica presente nell’intestino, generando un miglioramento della regolazione del glucosio presente nel fegato.
Ciò è quanto è emerso da uno studio, condotto dalla Pennsylvania State University, che potrebbe dare il via a nuovi trattamenti capaci di migliorare la prevenzione non solo del diabete ma anche di una serie di patologie metaboliche dovute a una compromissione dell’assorbimento e della concentrazione dello zucchero nel sangue.

Il ruolo di Prevoletta

Margherita T. Cantorna, professoressa di Immunologia Molecolare presso il College of Agricultural Sciences della Penn State, ha spiegato che è in particolare Prevotella, il microbo intestinale capace di originare acidi grassi a catena corta. A detta della ricercatrice era già nota la funzionalità dei prodotti del batterio, che permette a questi ultimi di cambiare l’espressione dei geni necessari per gestire la produzione del glucosio. “Regolarizzare lo zucchero ha importanti implicazioni sia per il diabete che per altre patologie metaboliche”, ha sottolineato Cantorna.
Lo studio, condotto sui topi, ha rilevato un sostanziale aumento di Prevotella, un batterio intestinale coinvolto attivamente nella produzione di zucchero, negli animali alimentati giornalmente con una porzione di champignon bianchi. L’essere umano, per avere gli stessi benefici dovrebbe assumerne circa 85 grammi. Dalla ricerca è dunque emerso che i funghi sono in grado di nutrire degli specifici microorganismi presenti già in natura nell’intestino. Questo risultato non è altro che la conferma della stretta connessione presente tra la dieta e la composizione del microbiota intestinale.

I possibili effetti sul diabete

Il glucosio è normalmente fornito dal cibo. L’insulina gioca un ruolo fondamentale nella sua distribuzione, data la sua capacità di trasportare lo zucchero dal sangue alle cellule. Il diabete si verifica nel momento in cui l’inefficienza o l’assenza dell’insulina determina la presenza di alti livelli di glucosio nel plasma. Quest’ultima patologia potrebbe contribuire allo sviluppo di alcune malattie potenzialmente letali, quali l’ictus e varie complicazioni di natura cardiaca.

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