Tra cibo e benessere psicologico, come cambia il rapporto dei ragazzi con il corpo

Salute e Benessere
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Per un adolescente su quattro un corpo per essere bello deve essere “magro”. E tra tutti i giovani, le ragazze sono quelle più esposte alla pressione del canone di perfezione. A raccontare l’attenzione di ragazzi e ragazze verso il corpo è un’indagine svolta nelle scuole della Lombardia e realizzata dalla Fondazione The Bridge all’interno del progetto Food For Fine di Terre des Hommes sui disturbi alimentari

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Per il 20,5% degli studenti il cibo si lega a disagio, ansia, paura o sfogo. Per un adolescente (età tra i 10 e i 19 anni) su quattro, un corpo bello è un corpo “magro”. Il 77% svolge attività fisica al solo scopo di migliorare o mantenersi in forma. Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca di Terre des Hommes che portano a riflettere su come sia cambiato (e stia continuando a cambiare) il rapporto delle ragazze e dei ragazzi con il proprio corpo. Un’analisi che va oltre il cibo in senso stretto e che va a toccare le corde di un benessere psicologico ormai sempre più carente. Non è un caso infatti che negli ultimi anni, a partire dal periodo del Covid che pure ha avuto un forte impatto, si sia osservato un peggioramento della salute mentale nei giovanissimi con un adolescente su sette che soffre di problemi a essa connessi. "Questi dati ci dicono che, per molti adolescenti, il corpo è diventato un terreno di fatica, confronto e controllo", ha commentato Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia di Fondazione Terre des Hommes Italia. "Non parliamo solo di alimentazione, ma di immagine di sé, autostima, pressione estetica, social network e modelli di perfezione spesso irraggiungibili".

Nelle scuole lombarde

Un’indagine svolta nelle scuole della Lombardia aiuta a fare luce sulle dinamiche dannose tra ragazzi, cibo, salute mentale e forma fisica. I dati sono stati raccolti dalla Fondazione The Bridge all’interno del progetto Food For Fine di Terre des Hommes Italia. “Alla ricerca della perfezione: il benessere psicologico degli adolescenti lombardi raccontato da ragazze e ragazzi” è il titolo dello studio condotto nelle scuole secondarie di secondo grado delle province di Milano, Monza, Como, Varese e Lecco. A raccontare la loro esperienza sono stati 415 tra studenti e studentesse: le ragazze sono state quelle più disposte a rispondere (il 57,5%), mentre i maschi rappresentano il 39,6% del campione. Sono presenti, seppur in percentuale ridotta, anche identità di genere non binarie o altre identità (3%).

Il corpo bello è “magro”

Quello che emerge dai dati è un segnale allarmante: il corpo è uno dei luoghi principali di disagio. Gli adolescenti sono ossessionati dall’idea della perfezione intesa come canone di bellezza spesso irraggiungibile che li porta a misurarsi, correggersi, allenarsi e controllarsi continuamente. Particolarmente colpite le ragazze che si sentono oppresse dal confronto con le altre, alimentato anche e soprattutto dai social. In una domanda rivolta agli studenti, è stato chiesto di associare una parola all’idea di "corpo bello": 94 su 415 hanno detto “magro”. Ecco quindi che per gli adolescenti, uno su quattro nel campione, la magrezza è associata alla bellezza. Solo il 20% associa il corpo bello a un concetto di “salute”. In questo contesto si inserisce anche lo sport. L’allenamento dovrebbe portare vari benefici, sia fisici che mentali. Ma per molti adolescenti, il 60% degli intervistati, praticare attività significa solo assecondare il desiderio di migliorare o mantenere una forma fisica.

Il ruolo dei social

Per molti ragazzi, il 59,5%, il rapporto con il cibo conserva ancora una dimensione positiva e quotidiana: “pizza”, “sapore”, “fame” sono alcune delle parole associate all’alimentazione. Ma c’è un’altra grande fetta di adolescenti, il 20,5%, che lega il cibo a sensazioni di disagio, ansia, paura o sfogo. Per circa un adolescente su cinque, quindi, il cibo non è solo nutrimento o piacere, ma anche un terreno emotivamente difficile. A questo si aggiunge un ulteriore 13,7% che associa il cibo al controllo del peso, alle calorie, al grasso o alla dieta. Circa un adolescente su due afferma di conoscere coetanei che utilizzano integratori o sostanze per accelerare il dimagrimento o migliorare il proprio aspetto fisico: su questo punto, un ruolo importante sembra svolgerlo l’esposizione ai contenuti social. Gli adolescenti che dichiarano di fruire di contenuti su diete o integrazione presentano infatti un quadro di benessere più fragile: non sono mai soddisfatti del proprio corpo, non si sentono sereni nel rapporto con il cibo e presentano problemi di salute mentale.

Il ruolo della scuola

"Ci occupiamo di questi temi da anni, e quello che questa ricerca ha confermato è un quadro che non possiamo permetterci di ignorare", ha commentato Luisa Brogonzoli, 

coordinatrice del Centro Studi di Fondazione The Bridge. "Il disagio è più diffuso di quanto gli adulti percepiscano e non si tratta di insoddisfazioni passeggere o capricci, ma sono segnali sistemici che chiamano in causa la scuola, le famiglie e i servizi. La scuola rappresenta un osservatorio insostituibile, ma il dato sugli insegnanti preoccupa quanto quello sugli studenti: sanno che il problema esiste, ma talvolta sentono di non avere gli strumenti necessari. La conoscenza e la formazione sono il primo atto di prevenzione". L'indagine ha infatti rivolto alcune domande anche ai professori: è emerso che quasi 7 insegnanti su 10 hanno avuto in classe casi sospetti o diagnosticati di disturbi alimentari negli ultimi tre anni.  Tuttavia, quasi il 50% degli insegnanti ammette di conoscere "poco" o "nulla" il tema, mentre solo il 5,8% dei docenti ha ricevuto formazione sul tema per iniziativa della scuola.

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