Ebola, Ministero della Salute: "Accertamenti a Milano su 2 persone rientrate dall'Uganda"
Salute e BenessereAttivato il monitoraggio per due soggetti sospetti, sottoposti a valutazioni cliniche in strutture ad alta specializzazione. Proseguono, comunica il Ministero, le attività di controllo e coordinamento nazionale: il rischio per l'Italia, precisa, resta molto basso. L'assessore al Welfare della Lombardia Bertolaso precisa che, sulla base di sintomi, l'ipotesi più probabile è malaria
Due persone rientrate dall'Uganda sono state trasferite al Sacco di Milano per accertamenti su sospetto Ebola. Il Ministero della Salute comunica, con riferimento all'epidemia di malattia da Virus Bundibugyo-BVD che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo, che sono attualmente in corso approfondimenti sanitari relativi ad alcuni soggetti sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica presso strutture ospedaliere ad alta specializzazione. In particolare, due persone con sintomatologia febbrile sono state trasferite presso l'ospedale milanese, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.
Le condizioni cliniche riferite da Bertolaso
L'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso in conferenza stampa a proposito dei casi sospetti ha dichiarato che "sette cittadini italiani, appartenenti a due nuclei familiari distinti, sono rientrati dall'Uganda dopo una permanenza di circa tre mesi in un'area vicina ai confini con Congo e Ruanda, dove svolgevano attività di cooperazione. Nelle 24 ore successive al rientro, due rappresentanti dei due gruppi familiari hanno manifestato febbre - in un caso molto alta - accompagnata da nausea, vomito, diarrea e una leggera sintomatologia neurologica.
Secondo quanto riferito da Bertolaso, la valutazione clinica preliminare fa ritenere più probabile un quadro di malaria, ipotesi condivisa anche dai medici dell'ospedale Sacco.
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Coordinamento tra Ministero, Regione e istituzioni sanitarie
Il Ministero monitora costantemente l'evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l'Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti. Proprio nella giornata di ieri il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell'HSC–Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell'Interno, dell'Unità di Crisi, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell'Istituto Spallanzani, dell'Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.
Sistema di riposta e livello di rischio
Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate. Il Ministero della Salute continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell'evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. Il Ministero della Salute comunica inoltre che il rischio in Italia resta molto basso.