Le diagnosi di celiachia hanno raggiunto quota 265.102. Si stima tuttavia che tra le 300/400 mila persone siano ancora non diagnosticate, considerando che la patologia interessa circa l'1 per cento della popolazione. Anche le allergie alimentari coinvolgono una quota crescente. Il ministero della Salute: "Un'etichettatura chiara, completa e scientificamente corretta consente ai cittadini di compiere scelte consapevoli e sicure"
Celiachia, allergie alimentari e intolleranza al lattosio interessano, nel loro insieme, quasi la metà della popolazione italiana. Patologie e condizioni che richiedono oggi una strategia integrata di salute pubblica capace di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce, appropriatezza clinica, sicurezza alimentare e uniformità delle prestazioni sul territorio nazionale. Era questo l'obiettivo del convegno "Celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari: un approccio integrato per la salute pubblica", che si è tenuto ieri a Roma presso Palazzo Giustiniani del Senato in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia che si celebra oggi 16 maggio. Un evento promosso dall'Intergruppo Parlamentare Celiachia, Allergie Alimentari, Lattosio e AFMS con la partnership editoriale della rivista Italian Health Policy Brief. "Una necessaria occasione di confronto tra Parlamento, istituzioni sanitarie, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e stakeholder del settore alimentare", ha dichiarato la senatrice Elena Murelli, presidente dell'Intergruppo Parlamentare - con l'obiettivo prioritario di approfondire le criticità emergenti, individuando possibili indirizzi di policy, nella convinzione che solo un'azione sinergica tra decisori pubblici, professionisti sanitari e società civile possa garantire equità di accesso alle cure, sicurezza alimentare e piena inclusione sociale".
In un anno +13 mila diagnosi
Le diagnosi di celiachia hanno raggiunto quota 265.102 con oltre 13 mila nuove diagnosi nel solo 2023; si stima tuttavia che tra le 300/400 mila persone siano ancora non diagnosticate, considerando che la patologia interessa circa l'1 per cento della popolazione. Anche le allergie alimentari coinvolgono una quota crescente della popolazione: secondo i dati del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità, interessano circa il 3 per cento degli adulti e fino al 5 per cento dei bambini, con manifestazioni che possono arrivare fino allo shock anafilattico; molto diffusa anche l'intolleranza al lattosio che, nelle aree mediterranee e in Italia, interessa tra il 40 e il 50 per cento della popolazione, con percentuali più elevate nelle regioni meridionali.
Lo screening
Negli ultimi tempi si sono registrati alcuni importanti passi avanti nel rafforzamento della risposta sanitaria nell'ambito dei disturbi alimentari. Anzitutto è stato sottolineato il valore della Legge 130 del 2023 che ha introdotto in Italia un programma sperimentale nazionale di screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia nella popolazione infantile. Una misura innovativa che punta a favorire diagnosi precoci. Inoltre, con l'articolo 77 della Legge di Bilancio 2026, sono state introdotte importanti semplificazioni grazie alla dematerializzazione dei buoni per l'acquisto di prodotti senza glutine, rendendo anche possibile la loro piena circolarità su tutto il territorio nazionale. Le disposizioni dell'articolo 77 della Legge di Bilancio sono state al centro di numerosi commenti che hanno riconosciuto come il provvedimento sia stato il frutto di un dialogo costruttivo tra Parlamento
e Governo, nella consapevolezza che, tuttavia, molto resta ancora da fare per migliorare il livello complessivo delle risposte sanitarie in materia di sicurezza alimentare, lungo tre direttrici fondamentali: sensibilizzazione, semplificazione organizzativa e informazione.
L'importanza dell'informazione
Proprio in relazione al tema della centralità dell'informazione al consumatore e della trasparenza è intervenuto Ugo Della Marta, direttore della Direzione generale dell'igiene e della sicurezza alimentare del ministero della Salute, sottolineando che: "Un'etichettatura chiara, completa e scientificamente corretta rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione e tutela della salute pubblica perché consente ai cittadini di compiere scelte consapevoli e sicure. La Direzione sta partecipando attivamente ai lavori europei di armonizzazione dell'etichettatura precauzionale sugli allergeni (Precautionary Allergen Labelling), decisivi per rafforzare la credibilita' dell'informazione soprattutto per le persone in condizioni che richiedono una gestione dietetica rigorosa, come la celiachia".