Giornata dell'infermiere, quanti ne mancano in Italia

Salute e Benessere

Lo slogan dell'edizione 2026 è "Nati per prendersi cura, formati per eccellere". Ma al riconoscimento del ruolo sempre più centrale e qualificato degli infermieri si affianca una criticità ormai strutturale: la mancanza di personale sanitario nel Servizio sanitario nazionale. Secondo il primo Rapporto sulle Professioni Infermieristiche realizzato da FNOPI nel 2025, in Italia esiste una carenza strutturale di almeno 65 mila infermieri

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"Nati per prendersi cura, formati per eccellere" è il claim dell'edizione 2026 della Giornata internazionale dell’Infermiere, che celebra l’evoluzione della professione infermieristica nel segno di una formazione sempre più specialistica capace di garantire un’assistenza qualificata e in linea con i bisogni di salute.

“Questo slogan", ha spiegato la presidente FNOPI (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche) Barbara Mangiacavalli, si lega a doppio filo con l’evento Un secolo di sapere infermieristico che si tiene a Roma oggi 12 maggio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Dalle origini, cento anni fa, con il Regio decreto del 1925, istitutivo delle prime Scuole convitto professionali, arriviamo ai giorni nostri con una disciplina accademica autonoma, con un proprio campo di studio, con un metodo scientifico, con una disciplina che continua ad evolversi per governare la complessità della salute moderna".

La carenza di infermieri: 6,5–7,8 ogni mille abitanti

Ma al riconoscimento del ruolo sempre più centrale e qualificato degli infermieri si affianca una criticità ormai strutturale: la mancanza di personale sanitario nel Servizio sanitario nazionale. Secondo il primo Rapporto sulle Professioni Infermieristiche realizzato da FNOPI insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e presentato il 12 maggio 2025, in Italia esiste una carenza strutturale di almeno 65 mila infermieri. Il documento ha raccolto e analizzato dati ufficiali provenienti da Ministero della Salute, Ragioneria dello Stato, Regioni e Albo unico nazionale, evidenziando che l’Italia ha circa 6,5–7,8 infermieri ogni mille abitanti, a seconda del perimetro considerato, contro una media OCSE superiore a otto infermieri ogni mille abitanti. In Paesi europei come Germania e Finlandia il rapporto è quasi doppio rispetto a quello italiano. La situazione è particolarmente critica in alcune regioni, soprattutto Lombardia, Sicilia e Campania, dove il numero di infermieri per abitante è tra i più bassi del Paese.

Fattori e azioni più urgenti

La FNOPI - che ricorda come affrontare la carenza strutturale di infermieri richieda un approccio integrato e lungimirante - collega questa carenza a diversi fattori: pensionamenti in aumento, diminuzione delle iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica, stipendi considerati poco competitivi rispetto ad altri Paesi europei e condizioni di lavoro spesso gravose, soprattutto negli ospedali. Il rapporto sottolinea anche che sempre più professionisti scelgono di trasferirsi all’estero, aggravando ulteriormente la difficoltà del Servizio sanitario nazionale nel coprire il fabbisogno di personale. Le azioni più urgenti, secondo FNOPI, riguardano "condizioni di lavoro sostenibili", con attenzione ai carichi assistenziali e all’equilibrio vita-lavoro; "adeguamenti economici" orientati a riconoscere il valore professionale e a contenere la fuga di competenze e "prospettive di crescita". 

PONTEDERA (PI) 26 NOVEMBRE 2007.   SCIOPERO MEDICI, OLTRE 5 MILIONI PRESTAZIONI A RISCHIO. Un corridoio dell' ospedale Lotti di Pontedera. FRANCO SILVI/ANSA

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