Ebola, investimenti su 3 vaccini sperimentali contro virus Bundibugyo: cosa sapere

Salute e Benessere

Cepi, la "Coalition for Epidemic Preparedness Innovations", ha confermato di voler investire in un portafoglio di candidati vaccini in fase di sviluppo contro il virus Ebola Bundibugyo, responsabile dell'epidemia attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi anche in Uganda

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L'Ebola continua ad impensierire soprattutto l'Africa Centrale, anche se qualche spiraglio positivo si intravede. L'Oms, infatti, ha proprio di recente ridotto nettamente il numero di casi sospetti nell'area. E si sta lavorando per mettere a punto un vaccino specifico. In questo senso arriva la comunicazione di Cepi (acronimo di "Coalition for Epidemic Preparedness Innovations") che ha confermato di voler investire in un portafoglio di candidati vaccini in fase di sviluppo contro il virus Ebola Bundibugyo, responsabile dell'epidemia attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi anche in Uganda.

Tre vaccini sperimentali

In particolare, Cepi vuole accelerare lo sviluppo e l'iter di approvazione di 3 specific vaccini sperimentali. Si tratta di quello dell'organizzazione Iavi (International Aids Vaccine Initiative), di quello dell'azienda americana Moderna e di quello dell'università di Oxford, che sarà prodotto al Serum Institute of India. Allo stesso tempo, per mantenere alta la guardia, gli esperti di Cepi continueranno a valutare ulteriori candidati promettenti anche attraverso un bando aperto, una iniziativa denominata "Call for Proposals" e pensata con "l'urgente necessità di sviluppare strumenti che contribuiscano a contenere l'epidemia", integrando gli interventi di sanità pubblica già in atto nei Paesi colpiti.

L'importanza dei vaccini

Secondo Richard Hatchett, ceo di Cepi, "con il virus Bundibugyo che si diffonde rapidamente e in assenza di vaccini autorizzati, ogni giorno è prezioso nella corsa contro questa malattia mortale". In questo senso, ha proseguito, "il finanziamento urgente e il supporto a questi tre promettenti candidati mirano a promuovere vaccini sicuri ed efficaci per contribuire a controllare questa epidemia", che è stata dichiarata emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic) dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ed emergenza di sicurezza continentale (Phecs) dall'agenzia Africa Cdc. 

Il punto di vista dell'Oms

L'investimento di Cepi su tre candidati vaccini contro Bundibugyo "rappresenta un importante passo avanti nella nostra risposta collettiva", ha sottolineato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. La stessa Organizzazione Mondiale per la Sanità, "sta supportando i governi della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda nella loro attività di sanità pubblica, mentre lavora con Cepi e i partner per far avanzare rapidamente vaccini sicuri ed efficaci", ha aggiunto. Secondo Tedros, infatti, "un prodotto scudo contro il virus Bundibugyo potrebbe aiutare a controllare questo focolaio e a rafforzare la preparazione per future epidemie. E' esattamente il tipo di collaborazione intersettoriale che la risposta a un'epidemia richiede". 

La guarigione di alcuni infermieri

Un'altra notizia incoraggiante, come segnala il quotidiano "La Repubblica", riguarda la guarigione da Ebola di alcuni operatori sanitari che prestano servizio nella Repubblica Democratica del Congo. “Quattro infermieri, in cura per il virus Bundibugyo, sono stati dimessi da un ospedale di Bunia, capitale dell'Ituri, dopo essere guariti dalla malattia”, ha fatto sapere l'Ufficio regionale per l'Africa dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Gli operatori “si erano presi cura di persone affette da Ebola nella loro struttura all'inizio di maggio”, ha segnalato ancora Oms Africa, riferendo inoltre che “si prevedono ulteriori guarigioni, soprattutto se la diagnosi è precoce e i pazienti possono accedere alle cure, e se la risposta all'epidemia si intensifica”. La notizia della guarigione degli operatori sanitari è stata accolta con speranza anche da Dieudonné Mwamba Kazadi, direttore generale dell'Istituto nazionale di sanità pubblica della Repubblica Democratica del Congo: “È una vittoria che merita di essere celebrata. E' possibile guarire dall'Ebola se ci si rivolge tempestivamente a una struttura sanitaria specializzata”, ha commentato. 

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