Ebola, medico Msf sotto osservazione allo Spallanzani. Meloni: Serve vigilare su frontiere

Cronaca

Sta bene, non ha sintomi e sta riposando, la dottoressa rientrata questa notte dalla Repubblica democratica del Congo in Italia e trasferita all’Inmi Spallanzani di Roma in biocontenimento effettuato e completato in sicurezza con Usmaf e Cri all’arrivo

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È arrivata nella notte all'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma la dottoressa di Medici senza Frontiere esposta a pazienti risultati positivi a ebola nella Repubblica Democratica del Congo. La dottoressa, visitando e soprattutto operando pazienti in Rdc, era venuta in contatto con persone risultate casi sospetti di Ebola. Questo ha portato alla scelta del rientro precauzionale in Italia. Nel frattempo il Presidente del Consiglio ha scritto ai vertici dell'Unione Europea sottolineando la necessità di adottare misure per coordinare e vigilare le politiche di frontiera.

Rimarrà in osservazione fino all’8 giugno

Al momento le sue condizioni di salute sono buone e non presenta sintomi. Rimarrà in osservazione fino all'8 giugno nel nosocomio romano. Lo confermano fonti di Msf.

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Meloni scrive a vertici Ue: "Serve coordinamento per vigilanza frontiere"

"L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell'Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione". Per questo motivo, si legge in una nota di palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera al presidente di turno dell'Ue Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L'obiettivo, precisa la presidenza del Consiglio, è "sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite". Meloni "ha proposto l'inserimento del tema della gestione delle frontiere all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026". In vista di questo appuntamento, il "governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei Ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno per definire le priorità operative". A "livello nazionale", recita ancora la nota, ''il ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite".

 

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L'Ue: "Risponderemo alla lettera della premier a tempo debito"

La Commissione europea conferma "la ricezione della lettera della presidente Meloni" e sostiene che risponderà "a tempo debito". "Ribadiamo che la tutela della salute pubblica è la priorità assoluta della Commissione. Stiamo seguendo da vicino l'evolversi della situazione, che richiede vigilanza e coordinamento". Lo dichiara Eva Hrncirova, portavoce della Commissione, ricordando che l'Ue dispone di "canali e strumenti per agire rapidamente" e che "sta mobilitando aiuti, risorse logistiche, supporto di esperti e strumenti di sicurezza sanitaria per aiutare i Paesi colpiti e ridurre il rischio di ulteriore trasmissione". 

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L'Oms annuncia il primo caso di guarigione di un paziente 

Nel frattempo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il primo caso di guarigione di un paziente affetto da Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. "La repubblica del Congo ha comunicato che il 27 maggio un paziente è guarito, ha lasciato l'ospedale ed è stato dimesso", ha dichiarato ai giornalisti Anais Legand dell'Oms, aggiungendo che si trattava del "primo caso".  L'Ebola è una malattia infettiva causata dal virus Ebolavirus, noto per provocare una febbre emorragica altamente letale sia nell'uomo che nei primati. Si trasmette esclusivamente attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di individui o animali infetti. Non si trasmette per via aerea. 

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Ricognizione Oms con esperti su potenziali vaccini

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha avviato una ricognizione su potenziali vaccini e farmaci valutabili contro il virus Bundibugyo, responsabile dell'epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con casi segnalati anche in Uganda. L'agenzia ha spiegato di aver convocato diversi suoi panel di esperti e gruppi consultivi incaricandoli di valutare potenziali opzioni allo studio sia per la prevenzione che per il trattamento della malattia da virus Bundibugyo. Il risultato di questa attività sono le prime raccomandazioni su come muoversi, su tutte l'indicazione che tutti i prodotti identificati e presi in considerazione vengano utilizzati "esclusivamente nell'ambito di studi clinici per generare dati solidi e garantire una ricerca sicura, etica ed efficace". 

L'Oms ha poi concordato una serie di incontri con i gruppi consultivi tecnici del Piano strategico di ricerca e sviluppo dell'Oms Who R&D Blueprint sui vaccini e le terapie candidati per questa specie virale più rara e meno conosciuta di Ebola (Bvd, Bundibugyo virus disease). E, parallelamente, ha incaricato il Gruppo consultivo strategico di esperti sull'immunizzazione (Sage) e il suo gruppo di lavoro sul vaccino anti Ebola di fornire consulenza sul potenziale ruolo durante le epidemie di Bvd dei prodotti scudo ad oggi autorizzati per Ebola. 

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