Ebola, dottoressa Msf risultata negativa al test. Meloni: "Serve vigilare su frontiere"

Cronaca

La chirurga era entrata in contatto in Congo con pazienti risultati poi positivi al virus. Arrivata allo Spallanzani di Roma era stata sottoposta al test che ha dato esito negativo: la dottoressa "non presenta sintomi", come fanno sapere dal ministero della Salute. La premier Meloni invia una lettera all'Ue per sollecitare "coordinamento e vigilanza frontiere". Bruxelles risponde: "Salute pubblica è la priorità assoluta". Oms annuncia il primo caso di guarigione di un paziente in Congo

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La dottoressa italiana di Medici senza frontiere rientrata dal Congo per sospetto contagio da Ebola è risultata negativa al test. La donna, una chirurga che prestava servizio nella Repubblica democratica del congo, era entrata in contatto con alcuni pazienti poi risultati positivi al virus. La dottoressa, si legge in una nota del ministero della Salute, "non presenta sintomi, ma ha comunque autorizzato l'esecuzione del test che è risultato negativo. Il test è stato effettuato allo Spallanzani di Roma dove la dottoressa si trova ora per la quarantena". Le sue condizioni di salute quindi sono buone ma, per sicurezza, resterà in osservazione nell'ospedale della Capitale, dove era arrivata la scorsa notte, fino all'8 giugno. Il ministero ha inoltre ribadito che "non c'è allarme Ebola nel nostro Paese". 

 

Meloni all'Ue: "Rafforzare vigilanza alle frontiere"

Intanto, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera all'Unione europea affermando come per l'Italia le situazione in Africa centrale richieda massima attenzione. La premier, come si legge in una nota di Palazzo Chigi, "ha inviato una lettera al Presidente di turno dell'UE Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L'obiettivo è sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite".

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Ue: "Risponderemo a Meloni a tempo debito, salute è priorità"

Non si è fatta attendere la risposta della Commissione europea che ha confermato "la ricezione della lettera della presidente Meloni" e ha fatto sapere che risponderà "a tempo debito". Come ha riferito Eva Hrncirova, portavoce della Commissione, "la tutela della salute pubblica è la priorità assoluta della Commissione. Stiamo seguendo da vicino l'evolversi della situazione, che richiede vigilanza e coordinamento". L'Ue, ha sottolineato la portavoce, dispone di "canali e strumenti per agire rapidamente" e "sta mobilitando aiuti, risorse logistiche, supporto di esperti e strumenti di sicurezza sanitaria per aiutare i Paesi colpiti e ridurre il rischio di ulteriore trasmissione". Dopo le sollecitazioni della premier Meloni, il tema della gestione delle frontiere in riferimento all'epidemia di Ebola in Africa è stato inserito all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026. 

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Oms annuncia il primo caso di guarigione di un paziente 

Nel frattempo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il primo caso di guarigione di un paziente affetto da Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. "La repubblica del Congo ha comunicato che il 27 maggio un paziente è guarito, ha lasciato l'ospedale ed è stato dimesso", ha dichiarato ai giornalisti Anais Legand dell'Oms, aggiungendo che si trattava del "primo caso". L'Oms ha inoltre fatto sapere di aver identificato i candidati farmaci e vaccini più promettenti da mettere in campo contro il ceppo Bundibugyo. Tuttavia, specie per i vaccini, potrebbero volerci non meno di 2-3 mesi per avere a disposizione i nuovi prodotti per avviare una sperimentazione.

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