Giornata della meningite: i dati in Italia e nel mondo

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Nel mondo sono 259 mila le persone che ogni anno muoiono di meningite, e in oltre un caso su tre la vittima è un bimbo sotto i cinque anni: sono i numeri riportati da uno studio su scala mondiale pubblicato su The Lancet Neurology. In Italia vengono contagiate circa mille persone all'anno

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Ogni anno il 24 aprile si celebra la Giornata mondiale contro la meningite, un’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello (le meningi) a eziologia prevalentemente infettiva. Nel mondo sono 259 mila le persone che ogni anno muoiono di meningite, in oltre un caso su tre la vittima è un bimbo sotto i cinque anni di età e in totale circa 2,5 milioni sono colpite dalla malattia (dati 2023): sono i numeri riportati da uno studio su scala mondiale pubblicato su The Lancet Neurology e coordinato dagli epidemiologi della University of Washington a Seattle. Sebbene i tassi di mortalità e di infezione siano diminuiti significativamente dal 1990, i progressi sono insufficienti per raggiungere gli obiettivi Oms di una riduzione del 50% delle infezioni e del 70% dei decessi entro il 2030.

La principale causa infettiva di disabilità neurologica

La meningite è la principale causa infettiva di disabilità neurologica a livello globale. Dal 2000, la diffusione del vaccino ha ridotto notevolmente il numero di infezioni e decessi sia nei Paesi ad alto reddito che in quelli poveri, tuttavia i progressi sono inferiori rispetto ad altre malattie prevenibili con i vaccini. I principali fattori di rischio per i decessi sono risultati essere il basso peso alla nascita, seguito dalla nascita prematura e dall'inquinamento (sia domestico che atmosferico). Il peso della malattia è rimasto sproporzionatamente elevato nei Paesi a basso reddito, in particolare nella fascia africana, dove Nigeria, Ciad e Niger hanno registrato i tassi di mortalità e infezione più alti. Streptococcus pneumoniae, Neisseria meningitidis, enterovirus non poliomielitici e altri virus sono state le principali cause di morte, mentre gli enterovirus non poliomielitici hanno causato il maggior numero di casi. Servono maggiori sforzi, tra cui l'ampliamento dei programmi di vaccinazione, una migliore gestione degli antibiotici e dell'accesso alle cure e il rafforzamento della diagnostica e del monitoraggio della meningite, concludono gli autori.

In Italia circa mille casi all'anno

Per quanto riguarda l'Italia, gli ultimi dati disponibili relativi ai risultati della sorveglianza delle malattie batteriche invasive nel nostro Paese sono descritti nel rapporto ISS “Sorveglianza delle malattie batteriche invasive in Italia. Dati 2022-2024”, pubblicato a ottobre 2025, che presenta i dati relativi al triennio in esame raccolti nell’ambito della sorveglianza MaBI da Neisseria meningitidis (meningococco), Streptococcus pneumoniae (pneumococco), Haemophilus influenzae (emofilo) e delle meningiti batteriche da qualsiasi patogeno batterico. Ogni anno in Italia oltre mille persone contraggono la meningite e circa una persona ogni due viene colpita da meningite meningococcica. In particolare, i sierogruppi B e C sono particolarmente diffusi nel nostro Paese. Secondo i dati epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la meningite meningococcica provoca il decesso nell’8-14% dei pazienti colpiti. In assenza di cure adeguate, il tasso di mortalità sale addirittura al 50%. Quanto al sierotipo B, oltre ad essere particolarmente aggressivo con altissima letalità, è responsabile da solo di circa l’80% dei casi in età pediatrica, con una massima incidenza soprattutto nel primo anno di vita, tra il 4° e l’8° mese.

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