Meningite, casi in aumento in Gb: cos’è e quali sono i sintomi, il punto dei pediatri
Salute e BenessereIntroduzione
Nel sud del Regno Unito si registra un aumento dei casi di meningite meningococcica B. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria britannica (Ukhsa), i casi segnalati sono passati da 27 a 29: 18 confermati in laboratorio e 11 ancora in fase di accertamento. Sono già stati registrati due decessi. La Società italiana di pediatria richiama l’importanza della vaccinazione come strumento di prevenzione. Ecco cosa sapere sulla meningite meningococcica.
Quello che devi sapere
Che cos’è la meningite meningococcica
La meningite è un’infiammazione dei tessuti che avvolgono cervello e midollo spinale. Esistono diverse forme: quella batterica, pur meno frequente, è la più grave. La meningite può essere causata da virus, batteri o funghi. La forma virale è la più diffusa e, nella maggior parte dei casi, ha un decorso meno grave. Più rara, ma potenzialmente molto più seria, è invece la meningite batterica, che può evolvere rapidamente e provocare complicanze importanti, fino a risultare fatale o lasciare danni permanenti. Tra le forme batteriche rientra la meningite meningococcica, causata dal batterio Neisseria meningitidis, che può avere un decorso rapido e richiede un intervento tempestivo.
I batteri responsabili della meningite
In Italia, i batteri più frequentemente responsabili di meningite batterica sono streptococco pneumoniae (meningite pneumococcica) e neisseria meningitidis (meningite meningococcica).
Perché può avere conseguenze serie
Come ricordano i pediatri nel loro decalogo, la meningite meningococcica è particolarmente pericolosa: nel 5-10% dei casi può portare alla morte e, tra i sopravvissuti, nel 10-20% può causare conseguenze gravi, come danni neurologici, psicologici o fisici, con rischio di cecità, sordità o paraplegia.
Come si trasmette
La trasmissione avviene per via respiratoria, attraverso la saliva e le secrezioni nasali, ad esempio con tosse, starnuti o contatti ravvicinati. Spesso il batterio è trasmesso da portatori che non presentano sintomi. In una piccola parte dei casi, può causare la malattia, che può manifestarsi come meningite, con o senza una infezione sistemica generalizzata (sepsi).
La sintomatologia
I sintomi iniziali possono essere aspecifici, come irritabilità, inappetenza, febbre, nausea e mal di gola. Questo può ritardare la diagnosi, perché la malattia può essere scambiata per una comune infezione delle vie respiratorie. La classica triade (febbre, cefalea e rigidità del collo) si riscontra solo in una minoranza dei casi.
Si può curare?
In genere sì. Tuttavia, anche quando la diagnosi è rapida e il trattamento viene avviato tempestivamente, in alcuni casi la malattia può evolvere rapidamente e portare alla morte nell’arco di 24-48 ore (meningite fulminante).
Come prevenirla
Esistono diversi sierogruppi di Neisseria Meningitidis. Quelli che causano la malattia nel bambino sono A, B, C, Y, W e meno frequentemente X. Attualmente sono disponibili vaccini per prevenire l’infezione, offerti gratuitamente nell’ambito dell’attuale Piano nazionale prevenzione vaccinale del Ministero della Salute. Si tratta del vaccino anti meningococco B, anti meningococco C e anti meningococco Acwy.
Quando fare la vaccinazione
In Italia la vaccinazione contro il meningococco B è offerta gratuitamente nel primo anno di vita. Come sottolineato dai pediatri, è importante vaccinare i bambini seguendo le indicazioni del calendario vaccinale, senza rimandare per il timore infondato di somministrare più vaccini in poco tempo. La malattia può colpire chiunque a qualunque età, ma i bambini al di sotto dei 5 anni di età, e in particolare quelli di età inferiore a 1 anno, sono a maggior rischio.
La vaccinazione negli adolescenti
La vaccinazione è importante anche per gli adolescenti, in quanto a quell’età si risulta essere particolarmente esposti al rischio di contrarre l’infezione da meningococco. Per i ragazzi, la disponibilità e le modalità di somministrazione del vaccino cambiano da Regione a Regione, con differenze nell’accesso alla prevenzione che la Società italiana di pediatria segnala da tempo. Per questo, pediatri e specialisti invitano genitori e ragazzi a verificare e completare il proprio percorso vaccinale. “La prevenzione non si esaurisce nei primi anni di vita, ma deve accompagnare tutto il percorso di crescita”, ha sottolineato il presidente della Sip, Agostiniani.
Effetti collaterali del vaccino
Gli effetti collaterali sono generalmente lievi e simili a quelli delle altre vaccinazioni. Tra i più frequenti vi sono febbre e dolore o rossore nella sede della vaccinazione, gestibili con i comuni trattamenti farmacologici presenti in commercio su indicazione del pediatra.
L’importanza della vaccinazione
"Il recente focolaio di meningite meningococcica B nel Regno Unito, che ha coinvolto studenti e causato anche decessi, conferma ancora una volta che il vaccino è la più importante arma che abbiamo contro una malattia infettiva che può avere esiti fatali o gravemente invalidanti”, ha riferito il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Rino Agostiniani. "I soggetti più a rischio sono i bambini nel primo anno di vita e gli adolescenti due fasce molto diverse ma entrambe vulnerabili: i più piccoli per l'immaturità del sistema immunitario, i più grandi per le maggiori occasioni di trasmissione legate alla vita sociale”.