Epatite A, aumento dei casi tra Campania e Lazio: indagano Procura e Nas di Napoli
Salute e BenessereDopo il focolaio a Napoli, sono stati segnalati casi anche nel Lazio. Per questo, la Procura e il Nas di Napoli indagano sulla vendita dei frutti di mare contaminati. Il reato ipotizzato dagli inquirenti, contro ignoti, è di commercio e detenzione, per vendita o distribuzione, di alimenti pericolosi per la salute
Dopo il focolaio registrato a Napoli, dove si contano oltre 70 ricoveri, casi di epatite A sono stati segnalati anche nel Lazio. A seguito dell'aumento dei casi di infezione epatica causata dal virus Hav, la Procura e il Nas di Napoli stanno indagando sulla vendita dei frutti di mare contaminati. Il reato contro ignoti ipotizzato dagli inquirenti è di commercio e detenzione, per vendita o distribuzione, di alimenti pericolosi per la salute. Il Nas di Napoli non esclude che siano state messe in vendita cozze nostrane mischiate con partite dello stesso prodotto, ma contaminato e acquistato all'estero. Per quanti riguarda il basso Lazio, invece, i carabinieri del Nas sono stati delegati dalla Procura a effettuare accertamenti anche in quest'area. Nella zona di Terracina, infatti, sarebbero state messi in vendita e consumati frutti di mare, in particolare cozze, provenienti da Bacoli (Napoli), che avrebbero determinato casi di epatite A.
Che cos'è l'epatite A
L'epatite A è un’infezione epatica contagiosa causata dal virus Hav, che si contrae soprattutto per via orale, attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminato dal virus. Nel Lazio, dall’inizio dell’anno, si sono registrati 120 contagi, di cui circa cinquanta a Roma. “La situazione è monitorata e i casi circoscritti”, ha fatto sapere la Regione, che da febbraio ha avviato il tracciamento dei pazienti e rafforzato la sorveglianza epidemiologica.
Le indagini
Gli approfondimenti investigativi delegati dagli inquirenti riguardano anche accertamenti su eventuali episodi di scarichi fognari direttamente in mare, in particolare sul litorale a nord della costa della Campania, che potrebbero avere determinato la contaminazione dei frutti di mare. Negli ultimi giorni i carabinieri del Nas hanno infatti sequestrato circa 50 chilogrammi di frutti di mare e prelevato una serie di campioni destinati alle analisi che saranno effettuate all'istituto zooprofilattico di Portici.
Un caso anche in scuola Grosseto
Segnalato un caso di epatite A anche tra i frequentatori di una scuola di Grosseto. Lo rende noto la Asl Toscana sud est spiegando che il dipartimento di prevenzione dell'Azienda, "in ottemperanza ai protocolli di sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha avviato le procedure previste per la gestione e la prevenzione della diffusione dell'infezione". La possibilità di contagio all'interno dell'istituto "corrisponde ad un livello di basso rischio, tuttavia, per maggiore prudenza, la prevenzione raccomanda la profilassi immunitaria attiva (vaccinazione) per gli alunni ed il personale in servizio nella scuola interessata", sottolinea l'Asl.
A Latina 24 casi accertati
L'Asl di Latina ha segnalato 24 casi nella provincia, con 6 ricoveri. "Nell'ultimo mese abbiamo avuto 20 ricoveri al Policlinico Umberto I, soprattutto persone che provengono dal Sud Pontino o Centro-Sud Casi di epatite A alimentare legata, probabilmente, alla contaminazione dei frutti di mare”, ha riferito all'Adnkronos Salute Claudio Maria Mastroianni, direttore Uoc Malattie Infettive Aou Policlinico Umberto I. Le condizioni dei pazienti, al momento, non destano preoccupazione. "Sono tutti in buone condizioni, gli anziani vanno seguiti meglio nei primi giorni e quindi può essere necessario il ricovero", ha spiegato l'infettivologo. "Ieri abbiamo ricoverato 4 pazienti arrivati dalla provincia di Latina, stanno comunque bene", aggiunge.
Possibili cause dell'aumento dei casi
Sulle possibili cause del focolaio che da Napoli si sta diffondendo in altre Regioni, Mastroianni ha indicato tra le ipotesi il ruolo delle recenti forti piogge. “Le grosse piogge del mese scorso potrebbero aver portato a rimescolamenti in mare e alla contaminazione dei frutti di mare. È accaduto in passato con i frutti di bosco, ad esempio. Questi casi sono spesso legati al consumo di frutti di mare tra Natale e Capodanno, infatti da gennaio si vengono casi di epatite in diversi ospedali. Ora l'importante è la vaccinazione nelle zone dove il virus si potrebbe diffondere”, ha riferito. Quanto alla sicurezza alimentare, la cottura resta fondamentale. Il virus dell’epatite A viene eliminato se la cottura è “fatta bene, oltre i 100 gradi e prolungata, non con un semplice passaggio in padella", ha concluso l'infettivologo.