Epatite A, 50 casi a Roma: 120 contagi nel Lazio da inizio anno

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Casi di epatite A segnalati anche nel Lazio dopo il focolaio registrato a Napoli. “La situazione è monitorata e i casi circoscritti”, ha fatto sapere la Regione. Sono 24 i casi accertati nella provincia di Latina

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Dopo il focolaio registrato a Napoli, dove si contano oltre 70 ricoveri, casi di epatite A sono stati segnalati anche nel Lazio. Si tratta di un’infezione epatica contagiosa causata dal virus Hav, che si contrae soprattutto per via orale, attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminato dal virus. I numeri, però, al momento non indicano criticità particolari. Nella regione, dall’inizio dell’anno, si sono registrati 120 contagi, di cui circa cinquanta a Roma. “La situazione è monitorata e i casi circoscritti”, ha fatto sapere la Regione, che da febbraio ha avviato il tracciamento dei pazienti e rafforzato la sorveglianza epidemiologica. 

A Latina 24 casi accertati

 

Ieri, l'Asl di Latina ha segnalato 24 casi nella provincia, con 6 ricoveri. "Nell'ultimo mese abbiamo avuto 20 ricoveri al Policlinico Umberto I, soprattutto persone che provengono dal Sud Pontino o Centro-Sud Casi di epatite A alimentare legata, probabilmente, alla contaminazione dei frutti di mare”, ha riferito all'Adnkronos Salute Claudio Maria Mastroianni, direttore Uoc Malattie Infettive Aou Policlinico Umberto I.  Le condizioni dei pazienti, al momento, non destano preoccupazione. "Sono tutti in buone condizioni, gli anziani vanno seguiti meglio nei primi giorni e quindi può essere necessario il ricovero", ha spiegato l'infettivologo. "Ieri abbiamo ricoverato 4 pazienti arrivati dalla provincia di Latina, stanno comunque bene", aggiunge.

 

Possibili cause dell'aumento dei casi 

 

Sulle possibili cause del focolaio che da Napoli si sta diffondendo in altre Regioni, Mastroianni ha indicato tra le ipotesi il ruolo delle recenti forti piogge. “Le grosse piogge del mese scorso potrebbero aver portato a rimescolamenti in mare e alla contaminazione dei frutti di mare. È accaduto in passato con i frutti di bosco, ad esempio. Questi casi sono spesso legati al consumo di frutti di mare tra Natale e Capodanno, infatti da gennaio si vengono casi di epatite in diversi ospedali. Ora l'importante è la vaccinazione nelle zone dove il virus si potrebbe diffondere”, ha riferito.  Quanto alla sicurezza alimentare, la cottura resta fondamentale. Il virus dell’epatite A viene eliminato se la cottura è “fatta bene, oltre i 100 gradi e prolungata, non con un semplice passaggio in padella", ha concluso l'infettivologo. 

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