Da verdure a pesce, la dieta che aiuta a mantenere giovane il cervello. Lo studio
Salute e BenessereIntroduzione
Una dieta ricca di verdure, pesce, legumi e cereali integrali potrebbe contribuire a rallentare l’invecchiamento del cervello. È quanto suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry e condotto presso la Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou, in Cina. La ricerca ha analizzato gli effetti della dieta Mind, che combina i principi della dieta mediterranea e quelli di una dieta pensata per contrastare la pressione alta. I risultati indicano che una maggiore aderenza a questo regime alimentare sarebbe associata a un declino cerebrale più lento.
Quello che devi sapere
Che cos’è la dieta Mind
La dieta Mind prevede un ampio consumo di verdure, in particolare a foglia verde, frutti di bosco, frutta secca, cereali integrali, pesce, legumi, olio d’oliva e pollame. Al contrario, limita l’assunzione di burro o margarina, formaggi, carne rossa, dolci e cibi fritti.
Lo studio nel dettaglio
I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.647 adulti con un’età media di 60 anni all’inizio dello studio. I partecipanti sono stati sottoposti a controlli periodici ogni 4-8 anni e a risonanze magnetiche cerebrali ogni 2-6 anni a partire dal 1999. Durante le visite ciascuno ha compilato almeno un questionario sulla frequenza alimentare. Il grado di adesione alla dieta Mind veniva misurato con un punteggio massimo di 15.
I risultati della ricerca
Nel corso di un periodo medio di 12 anni, le risonanze magnetiche hanno evidenziato per tutti i partecipanti una riduzione del volume totale del cervello, un aumento del liquido cerebrospinale e segni di danno tissutale. Tuttavia, nelle persone più fedeli alla dieta si è osservato un rallentamento della perdita di materia grigia.
I numeri del rallentamento dell’invecchiamento cerebrale
Nello specifico, ogni aumento di tre punti nel punteggio di aderenza alla dieta è stato associato a una perdita più lenta del volume cerebrale, pari a circa 0,279 cm³ all’anno. Questo dato, come sottolineato dai ricercatori, equivalente a un declino legato all'età inferiore del 20% e a un ritardo di 2,5 anni nell'invecchiamento del cervello.
Rallentamento anche nell’aumento dei ventricoli cerebrali
Inoltre, un punteggio più elevato di adesione alla dieta Midn è risultato associato a un aumento più lento del volume dei ventricoli laterali, cavità cerebrali piene di liquido cerebrospinale che tendono ad ampliarsi con l’età. In particolare, l’effetto è stato osservato soprattutto nel ventricolo laterale sinistro. Secondo i ricercatori, questo dato corrisponde a un’attenuazione di circa l’8% dei cambiamenti legati all’età, equivalente a circa un anno di invecchiamento cerebrale ritardato durante il periodo di osservazione.
Gli alimenti che più contrastano il declino cerebrale
Gli alimenti più protettivi sono risultati essere i frutti di bosco e il pollame. Al contrario, dolci e cibi fritti sono stati associati a una più rapida atrofia dell’ippocampo. Resta comunque importante mantenere un’alimentazione equilibrata nel suo complesso.
Effetti sulla struttura del cervello
Dallo studio è emerso dunque che questo modello alimentare sarebbe associato a una minore perdita di tessuto nervoso nel tempo, in particolare della materia grigia, la parte del cervello coinvolta nell’elaborazione delle informazioni e nelle funzioni di memoria, apprendimento e processo decisionale. I ricercatori hanno osservato anche una minore atrofia cerebrale, condizione in cui la perdita di tessuto è accompagnata dall’ingrossamento degli spazi pieni di liquido cerebrospinale.
Le conclusioni dei ricercatori
Secondo i ricercatori, i risultati suggeriscono che questo modello alimentare “potrebbe rappresentare una strategia utile per supportare la salute del cervello e ritardare alcuni cambiamenti strutturali legati all’invecchiamento”.