L'arte ricorda Basaglia, inaugurato murales alla Comunità terapeutica di Salone a Roma
Salute e BenessereA Salone una giornata dedicata alla memoria, alla cura e all'inclusione, con l'opera di Davide Vecchiato: un progetto realizzato insieme agli operatori e ai pazienti della Asl Roma 2, in occasione dell'anniversario della nascita
Si è tenuta, nel giorno del centoduesimo anniversario della nascita di Franco Basaglia, la cerimonia di inaugurazione del murales realizzato presso la Comunità Basaglia di Salone. L'iniziativa, promossa dalla Asl Roma 2, ha voluto essere un momento di memoria, partecipazione e valorizzazione del percorso di umanizzazione della cura nel campo della salute mentale. Alla cerimonia hanno partecipato Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale, l'Assessore regionale all'Inclusione sociale e Servizi alla persona Massimiliano Maselli, l'assessore del Municipio Roma VI Romano Amato, l'artista Davide Vecchiato, in arte Diavù, autore dell'opera, ed Emanuele Caroppo, Direttore sostituto UOC Salute Mentale 6 Distretto.
Un'eredità culturale
Nel giorno dedicato alla figura di Basaglia, la Asl Roma 2 ha ribadito il valore della sua eredità culturale e scientifica, fondata sul superamento di ogni forma di esclusione e sul pieno riconoscimento della dignità della persona. Le pareti della struttura di Salone si sono così trasformate in uno spazio narrativo condiviso, capace di unire memoria, arte e cura.
Un'opera collettiva
Il murales, firmato da Diavù, maestro della street art internazionale e fondatore del MURo - Museo di Urban Art di Roma -, nasce da un percorso collettivo che ha coinvolto ospiti e operatori della Comunità. L'intervento artistico non si limita alla dimensione estetica: entra nel cuore del progetto terapeutico, diventando simbolo di identità, partecipazione e rinascita. L'iniziativa si inserisce nel più ampio recupero della memoria storica legata alla stagione di cambiamento avviata da Basaglia e da Franca Ongaro, sua moglie, figura centrale del dibattito culturale e politico sulla trasformazione delle istituzioni psichiatriche italiane.
Caroppo: "Lavorare su estetica ed etica per un luogo accogliente"
Il dottor Emanuele Caroppo ha illustrato l'attività della Comunità di Salone, sottolineando l'importanza dell'inclusione e portando esempi concreti di percorsi riusciti: "Chi si è laureato e chi è stato reimmesso nel circuito scolastico con buoni risultati. La sfida è lavorare su estetica ed etica: il luogo della salute mentale deve essere sereno ed accogliente. Il lavoro eseguito con il murale con un artista di fama internazionale ha smosso la curiosità al punto da far giungere, da parte degli utenti, la richiesta di visita di mostre culturali al centro di Roma".
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Amato: "Un angolo dedicato alla salute mentale per il territorio"
L'assessore municipale Romano Amato ha annunciato l'intenzione di trasformare l'area in un punto di riferimento per la salute mentale: "Vogliamo fare di questo posto, un angolo dedicato alla Salute Mentale. Abbiamo fatto domanda perché questa via diventi intitolata alla moglie di Basaglia e la commissione capitolina ha già dato parere favorevole. Qui c’è una stazione, c’è un ampio parcheggio e può diventare un luogo dove periodicamente ci siano manifestazioni". Amato ha inoltre anticipato la volontà di proporre un restyling della stazione e della piazza, pur riconoscendo le difficoltà legate al bilancio.
Maselli: "L'inclusione lavorativa è la chiave dell'autonomia"
L'assessore regionale Massimiliano Maselli ha posto l'accento sull'integrazione tra sociale e sanitario: "L'obiettivo non è soltanto curare, ma recuperare una persona attraverso percorsi complessi per arrivare all'inclusione lavorativa, condizione essenziale dell'inclusione sociale e dell'autonomia sociale, culturale, lavorative ed abitativa. Le due sfere, sociale e sanitaria, si sono parlate poco. Noi siamo insieme ed il sistema lo dobbiamo totalmente integrare. L'unità valutativa multidimensionale, quando prende in carico la persona con fragilità o con disabilità, deve mettere insieme parte sociale e parte sanitaria. A quel punto la presa in carico, la vera presa in carico ha un senso compiuto. Questa è la sfida principale: cucire un vestito su misura, puntare al recupero ed all'inclusione lavorativa e sociale"
Un segno duraturo per il territorio
La cerimonia di questa mattina ha così restituito al territorio un segno concreto e duraturo, capace di tenere insieme memoria storica, sensibilità sociale e progettualità contemporanea. L'arte, ancora una volta, si è fatta linguaggio di inclusione e strumento di relazione, accompagnando il lavoro quotidiano di chi, nei servizi di salute mentale, costruisce ogni giorno percorsi di ascolto, autonomia e cittadinanza.