Meningite tubercolare, sintomi e come si cura la malattia. Cosa sapere
Salute e BenessereCausata dal Mycobacterium tuberculosis, la meningite tubercolare è una grave infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale, e può portare a complicazioni gravi. Si tratta di una forma rara, soprattutto nei bambini, che richiede cure tempestive e controlli rigorosi sui contatti stretti del paziente
Il ricovero di una bambina di due anni al Sant'Orsola di Bologna per meningite turbercolare ha acceso i riflettori sui rischi di questa grave infezione. La piccola è stata trasferita nel policlinico bolognese a seguito di complicazioni della malattia, che colpisce cervello e midollo spinale. Nel frattempo, in misura precauzionale, il comune e l’Ausl hanno attivato un protocollo di sicurezza, sottoponendo a controlli familiari, compagni di classe e personale scolastico dell'asilo frequentato dalla bambina. Ma che cos'è la meningite tubercolare? Ecco tutto quello che c'è da sapere.
Che cos'è la meningite turbercolare
Causata dal Mycobacterium tuberculosis, lo stesso batterio responsabile della tubercolosi, la meningite tubercolare è una grave infiammazione delle meningi, in particolare della base cranica e dei nervi encefalici. La malattia colpisce infatti le meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale, e può portare a complicazioni gravi. Si tratta di una forma rara, soprattutto nei bambini, che richiede cure tempestive e controlli rigorosi sui contatti stretti del paziente.
I sintomi
I primi sintomi della meningite tubercolare possono essere mal di testa persistente, febbre, nausea e vomito, torcicollo. Con la progressione della malattia progredisce, possono comparire sintomi più gravi, come confusione o stato mentale alterato, sensibilità alla luce, convulsioni, perdita di conoscenza.
La diffusione
Come riferisce ancora l'Iss, oggi la tubercolosi rappresenta ancora “una delle dieci principali cause di morte nel mondo”. Nel 2017, “10 milioni di persone nel mondo” si sono ammalate di tubercolosi e 1,6 milioni di pazienti sono morti a seguito della malattia. Secondo l'Istituto, nella maggior parte dei casi l'infezione si verifica in “30 Paesi ad alta incidenza, soprattutto nel Sud Est Asiatico (in particolare India e Cina) e nel Pacifico Occidentale (62% dei nuovi casi) e in Africa (25% dei nuovi casi)”. In generale, “l’incidenza è in calo di circa il 2% l’anno” e l’Italia è un “Paese a bassa incidenza”, dove “vengono notificati ogni anno circa 4000 nuovi casi”.
La trasmissione
La meningite tubercolare si trasmette “per via aerea”, spiega l'Iss, attraverso le “secrezioni respiratorie emesse nell’aria da un individuo contagioso, per esempio tramite saliva, starnuto o colpo di tosse”. Attraverso le vie aeree i batteri “raggiungono e si depositano nei polmoni dove cominciano a crescere e moltiplicarsi”. In alcuni casi i batteri possono “diffondersi attraverso il sangue ad altre parti del corpo”. Come riferisce ancora l'Istituto, “non tutte le persone che si infettano sviluppano la malattia”: il sistema immunitario può infatti “far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni”. Questa condizione si chiama “infezione tubercolare latente”. Il trattamento della meningite tubercolare prevede “una combinazione di antibiotici: isoniazide, rifampicina, pirazinamide ed etambutolo e dura a lungo, anche mesi, insieme a una corticoterapia di supporto”, spiega il virologo Fabrizio Pregliasco.