Validità ricette mediche, dal 1° febbraio cambiano scadenze nel Lazio: ecco quanto durano
Salute e BenessereIntroduzione
Dal 1° febbraio 2026 la Regione Lazio cambia la validità delle prescrizioni per le visite e gli esami diagnostici. Fino ad oggi, tutte le impegnative erano valide per 180 giorni: una regola che, secondo il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, “ha creato un problema serio: anche un’urgenza, ovvero quella prescrizione che deve essere fatta entro 3 giorni, poteva essere prenotata anche molto dopo il tempo previsto dal vostro medico”. A partire dal mese prossimo, quindi, la validità sarà allineata alla classe di priorità clinica indicata dal medico curante all'interno dell'impegnativa. Ecco tutto quello che c'è da sapere.
Quello che devi sapere
Come funzionano le nuove disposizioni
- Se fino ad oggi tutte le ricette avevano una durata di 6 mesi, a partire dal 1° febbraio la validità di ogni impegnativa dipenderà dalla priorità clinica stabilita dal medico (da “urgente” a “programmata”).
- Secondo le nuove disposizioni, la validità della ricetta riguarderà solo il momento della prenotazione, non il giorno in cui viene eseguita la prestazione. Nel caso in cui la prenotazione non venga effettuata entro i tempi indicati, la ricetta non sarà più utilizzabile.
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Le classi di priorità clinica
Per effettuare le prenotazioni bisognerà quindi rispettare i nuovi tempi previsti, stabiliti dal medico all'interno della ricetta. Ecco le varie classi di priorità:
U (Urgente): da prenotare entro 10 giorni
B (Breve): da prenotare entro 20 giorni
D (Differibile): da prenotare entro 40 giorni le visite, entro 70 giorni le prestazioni
P (Programmata): da prenotare entro 130 giorni
Le polemiche sulla delibera
La delibera della Regione Lazio, che sostanzialmente riduce la validità delle ricette, ha suscitato diverse polemiche. “Fino a oggi tutte le prescrizioni hanno avuto la stessa validità, ovvero 6 mesi. Questo ha creato un problema serio. Nel 2025 un esame o una visita urgente su tre è stata prenotata in grave ritardo, e lo stesso è accaduto per le atre classi di priorità”, ha spiegato ancora il presidente della Regione Lazio.
Rocca: "La vecchia modalità penalizzava le urgenze vere"
“Parliamo di 200mila cittadini che hanno contattato i servizi di prenotazione dopo molto tempo dall’emissione della prescrizione. Ma quando arrivava, la loro chiamata scavalcava, magari, la persona che aveva avuto la prescrizione urgente pochi giorni prima”, ha aggiunto Rocca. Una modalità, quella adottata fino ad oggi, che secondo il governatore del Lazio “ha reso più difficile distinguere urgenze vere e penalizzato chi aveva una reale necessità di farsi visitare o di fare un esame”.
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Rocca: “Un provvedimento per rimettere ordine”
In concreto, “dal 1° febbraio la validità seguirà le priorità cliniche vere, quelle che vi ha indicato il vostro medico”, ha ribadito il presidente della Regione Lazio, sottolineando che “stiamo lavorando tantissimo per migliorare le liste d’attesa, ma è attraverso provvedimenti come questo che possiamo migliorare, rimettere ordine: rispettando le indicazioni cliniche e tutelando chi ha davvero bisogno”.
Rocca: “Maggiore trasparenza per i cittadini”
Per il presidente della Regione Lazio, è necessario “garantire un servizio sanitario equo e ciascuno di noi deve fare la sua parte”. Secondo Rocca, la nuova modalità consente di “far scorrere meglio le liste, rispettare le urgenze di chi ha davvero bisogno e ridurre l’attesa per tutti quanti”. Una misura che, quindi, non metterebbe in atto “nessuna penalizzazione”, ma garantirebbe “una maggiore trasparenza per tutti i cittadini”.