Introduzione
"Ho sintomi respiratori, ho l’influenza?" oppure ancora "come si trasmettono i virus respiratori?" e "come si può prevenire l’infezione da virus respiratori?". Oltre al vaccino, "cosa posso fare per evitare il contagio?" e "l’influenza o il Covid-19 possono essere curate con l’antibiotico?". A queste ed altre domande hanno risposto gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità per fare chiarezza in un momento della stazione in cui il picco dell'influenza è praticamente arrivato. Ecco, dunque, che cosa sapere
Quello che devi sapere
Se si hanno sintomi respiratori significa che si ha l'influenza?
Entrata ormai nel vivo la stagione invernale, esiste effettivamente "un aumento della circolazione di diversi agenti patogeni respiratori, che possono essere virus o batteri, causata soprattutto dalla tendenza maggiore a stare in luoghi chiusi che facilitano il contagio", spiegano gli esperti. Proprio l’influenza è uno di questi, senza dimenticare il Sars-CoV-2, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), i Rhinovirus che causano il raffreddore ed altri. L'iss, anche grazie al sistema di sorveglianza integrata epidemiologica e virologica RespiVirNet, lavora per monitorare le infezioni respiratorie acute causate dal virus dell’influenza. Tale monitoraggio, in particolare, stima le proporzioni dei singoli virus circolanti, per cui si può affermare che "su 100 casi di infezioni respiratorie segnalati, ad esempio, il 10% è causato da influenza, il 5% da Sars-CoV-2 e così via", si legge.
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Come possono trasmettersi i virus respiratori?
Tali virus, sottolinea ancora l'Iss, "sono presenti tutto l’anno, ma, in inverno, si diffondono più facilmente a causa di ambienti chiusi, temperature basse e maggiore vicinanza tra le persone". Infatti vengono trasmessi il più delle volte attraverso l’aria e si diffondono "molto facilmente attraverso le goccioline di saliva che si producono tossendo, starnutendo o semplicemente parlando (inalazione aerea), soprattutto negli ambienti affollati e chiusi, o per deposizione diretta delle goccioline di saliva sulle mucose (bocca, naso, occhi)". La trasmissione, però, è possibile anche attraverso il contatto diretto con persone infette, ad esempio "attraverso le mani contaminate sugli occhi, sul naso o sulla bocca o per contatto indiretto attraverso utensili o oggetti".
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E' possibile prevenire l’infezione da questi virus respiratori?
Come spesso suggeriscono i vari esperti, la vaccinazione disponibile per alcuni degli agenti patogeni che circolano d’inverno, resta "la principale strategia per prevenire il rischio di malattia, ridurre la probabilità di sintomi gravi e complicanze", dicono gli esperti dell'Iss. Per l’influenza sarebbe opportuna una vaccinazione oppure un richiamo una volta l'anno, anche considerando che questi virus influenzali mutano con estrema facilità. A chi è raccomandata la vaccinazione? Soprattutto alle categorie fragili come anziani, persone con patologie croniche ma anche ad operatori sanitari e caregiver. Resta comunque consigliata anche per tutto il resto della popolazione come suggerito in diversi casi dal proprio medico di medicina generale o dal pediatra. Tra l'altro, va ribadito, "elevati di copertura vaccinale risultano fondamentali per ridurre in modo significativo l’impatto dell’influenza in termini di malattia, complicanze e decessi".
Altri consigli per evitare il contagio
Non c'è solo il vaccino come metodo per prevenire i contagi. Gli esperti, infatti, segnalano come sia importante seguire misure di protezione personali tra cui "lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente, osservare una buona igiene respiratoria, starnutendo o tossendo in un fazzoletto o nell’incavo del gomito, restare a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale" e, ancora, "evitare il contatto stretto con persone con sintomatologia attribuibile all’influenza, evitare di toccarsi occhi, naso o bocca e areare spesso i locali".
Quando arriva il picco?
Di solito ogni anno l'Iss rileva tra i 12 e i 16 milioni di casi interessati da un’infezione respiratoria. Il picco di queste infezioni, cioè il momento in cui l’incidenza delle stessa è più alta, si verifica di solito "tra fine dicembre e fine febbraio", anche se non è facile prevederlo. Comunque, spiegano gli esperti, una volta superato il picco le infezioni non va abbassato il livello di guardia anche perchè "non diminuiscono bruscamente" i contagi che, invece, diminuiscono solo in maniera graduale. Tra l'altro proprio da questa stagione l'Iss ha scelto di modificare "la definizione di caso" che ora è più ampia, "includendo tutti i sintomi che concorrono all'infezione respiratoria acuta (ARI)" come tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, raffreddore e naso che cola.
L'antibiotico serve per curare influenza o Covid-19?
Secondo gli esperti la risposta più immediata è "no". Gli antibiotici, infatti, "agiscono solo contro i batteri, non contro virus come quelli dell’influenza o del Covid-19". Proprio per questo motivo assumerli senza indicazione medica risulta "inutile" ma può anche "contribuire a favorire la resistenza batterica, rendendo più difficile curare eventuali infezioni future". Il consiglio importante è quello di usafre questi farmaci "solo quando il medico li prescrive per infezioni batteriche confermate".
Se si hanno sintomi respiratori, serve fare il tampone?
Per l'Iss, contrariamente a quanto veniva segnalato e consigliato durante il periodo pandemico, "al momento non c’è nessuna imposizione di legge sull’uso dei tamponi". Resta valida l'indicazione per cui rare un tampone, per questo virus o per altri agenti patogeni, "può essere utile previa consultazione con il proprio medico di base o pediatra".
Come funziona e a cosa serve il sistema di sorveglianza
Il sistema di sorveglianza integrato coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), messo in campo in Italia, serve principalmente a "costituire una base di dati per valutare l’andamento dell’incidenza delle ARI nel corso della stagione epidemica". Il sistema, attivo da oltre 25 anni, viene alimentato grazie al lavoro di pediatri di libera scelta (PLS) e medici di medicina generale (MMG), "definiti medici sentinella e reclutati dalle Regioni", i quali provvedono a segnalare tutti quei casi osservati tra i propri assistiti. Questi medici lavorano anche nella raccolta di campioni biologici per l’identificazione di virus circolanti. L'Iss, poi, provvede all’analisi dei dati a livello nazionale. Dopo le varie indagini virologiche sui campioni biologici raccolti vengono quindi analizzati diversi dati che contribuiscono a realizzare un rapporto settimanale integrato. Lo stesso Iss, tra l'altro, inoltra squesti dati epidemiologici all’Ecdc (l'European Centre for Disease Prevention and Control e all’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità).