Dall'inizio della sorveglianza negli ospedali Usa sono stati ricoverati 120mila pazienti con influenza. È il quadro emerso dall'ultima rilevazione periodica dei Centers for Disease Control and Prevention
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La stagione influenzale corre anche negli Stati Uniti e sta colpendo in maniera più intensa rispetto agli scorsi anni. Nell'ultima settimana, in quasi tutti gli Stati americani l'intensità delle sindromi influenzali è classificata come alta o molto alta, con 13 milioni di casi totali registrati dall'inizio della stagione influenzale e 7.300 decessi. È il quadro emerso dall'ultima rilevazione periodica dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc).
120mila ricoveri per influenza
Per quanto riguarda i
ricoveri, stando ai dati dei Cdc, dall'inizio della sorveglianza negli
ospedali Usa sono stati ricoverati 120mila pazienti con influenza.
Nello specifico, la scorsa settimana, 26 persone ogni 100mila abitanti
sono finite in ospedale a causa dell'influenza. "Questo tasso è 9,6
volte maggiore rispetto al più alto tasso osservato nelle precedenti
stagioni a partire dal 2010-2011 nella settimana 48", si legge nel
rapporto dei Cdc.
A necessitare del ricovero sono soprattutto i
soggetti con età superiore a 85 anni (con 119,9 ricoveri ogni 100mila
abitanti), seguiti dai bambini fino ai 4 anni (42,3 per 100 mila).
Cdc: "Aumento casi e ricoveri preoccupante"
Negli scorsi giorni, la direttrice dei Cdc Rochelle Walensky, aveva definito "questo aumento dei casi e dei ricoveri particolarmente preoccupante", anche perché in Usa "abbiamo iniziato a vedere uno sfortunato e atteso aumento dei casi e dei ricoveri per Covid-19", che si va a sommare all'impatto di altri "virus respiratori che continuano a diffondersi ad alti livelli a livello nazionale". Quanto ai virus influenzali rilevati dall'inizio della stagione negli Usa, il report Cdc ha evidenziato che la quasi totalità è di tipo A. In particolare, il virus A/H3N2 è responsabile di più del 78% dei contagi, mentre il ceppo A/H1N1 di poco più del 21%. È, invece, molto bassa la circolazione dei virus di tipo B, che rappresentano meno dell'1% dei campioni rilevati. I Cdc ricordano che "il vaccino antinfluenzale annuale è il modo migliore per proteggersi dall'influenza". I virus circolanti, inoltre, hanno un'alta corrispondenza a quelli contenuti nel vaccino: ciò dovrebbe renderlo particolarmente efficace.