Salute, cure a casa e telemedicina per 60mila over 80. Ecco i progetti

Salute e Benessere
©Ansa

Introduzione

L'Agenas, l'Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali, ha selezionato 58 iniziative, su 146 domande pervenute, che faranno parte del progetto “Grandi anziani” e beneficeranno di un finanziamento di 150 milioni di euro del Pnrr, per ridurre l'isolamento, il declino cognitivo, emotivo e motorio e, soprattutto, favorire l'aderenza alle terapie degli over 80 su tutto il territorio nazionale.

Quello che devi sapere

Il progetto “Grandi anziani”

Il progetto “Grandi anziani” di Agenas prevede un’assistenza sanitaria domiciliare sempre più capillare per gli over 80 con almeno una patologia cronica, possibile grazie agli strumenti della telemedicina, come ad esempio tablet semplificati, misuratori della pressione collegati via bluetooth, kit di telemonitoraggio dei parametri e, soprattutto, l'interconnessione tra le varie figure professionali di riferimento, tra cui medici di medicina generale, infermieri di famiglia e comunità, specialisti e operatori del Terzo settore.

 

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Interventi per circa 60mila grandi anziani

L’intervento coinvolgerà circa 60mila grandi anziani (24.937 al Nord; 17,478 al Centro e 17.585 al Sud). Ogni progetto riceverà le risorse in funzione del numero di anziani presi in carico, con un costo standard pro-capite pari a 2.458 euro per l'intera durata sperimentale dei progetti, che sarà di 18 mesi. "È giusto che con il Pnrr siano finanziati anche servizi, non solo infrastrutture”, ha dichiarato Angelo Tanese, direttore generale dell'Agenas. “I progetti - ha aggiunto - coinvolgeranno le Regioni e le Aziende sanitarie, con l'obiettivo di trasformare la sperimentazione in nuovi modelli di servizio per le persone più bisognose di assistenza su tutto il territorio nazionale". 

 

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Il progetto “Cartella a casa”

Sono stati presentati i progetti primi in graduatoria per le aree geografiche di riferimento (Nord, Centro e Sud). Per il Nord è stato illustrato il progetto della Regione Liguria, che punta a spostare il baricentro assistenziale dall'ospedale al domicilio attraverso la presa in carico, tracciata nella “Cartella a casa” (cartella sociosanitaria per i cittadini presi in carico a domicilio) supportata dall'Infrastruttura regionale di telemedicina e da un kit domiciliare, composto da un tablet semplificato, un saturimetro, uno sfigmomanometro Bluetooth e un promemoria per assumere le pillole al momento debito. Il progetto prevede un gruppo pilota iniziale di 300 utenti per la fase di arruolamento, propedeutico alla successiva scalabilità.

 

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Il progetto dell’università di Tor Vergata

Per l'area Centro, è stato selezionato il progetto dell'Università degli Studi di Tor Vergata di Roma, che prevede l'adozione di una metodologia basata sulla personalizzazione degli interventi grazie a un modello che integra il servizio di Monitoraggio attivo territoriale a un'infrastruttura avanzata di raccolta e analisi dei dati per identificare i soggetti a maggior rischio. Il sistema permette una stratificazione dinamica della fragilità e un approccio basato sui dati reali per identificare i soggetti a maggior rischio, con l'obiettivo di ridurre isolamento, declino cognitivo, errori terapeutici e ospedalizzazioni. Il numero di pazienti coinvolti è di circa 4.700 over 80.

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Il progetto dell’università di Napoli

Per il Sud, il progetto dell'università degli studi Federico II di Napoli punta a sperimentare un modello innovativo di presa in carico domiciliare, territoriale e digitale attraverso una rete operativa stabile che integra Asl, medici di medicina generale, farmacie, ordini professionali e infrastrutture digitali regionali. Sfruttando le tecnologie digitali e la telemedicina come modello organizzativo attivo, si punta a favorire l'aderenza ai percorsi di cura, contrastare l'isolamento sociale e mantenere le funzioni cognitive, definendo un modello di assistenza di prossimità sostenibile e replicabile. Il numero di pazienti coinvolti è stimato in 5.000 grandi anziani (età 80 anni) affetti da almeno una patologia cronica.

Il progetto di Ares Sardegna

È stato illustrato anche il progetto proposto da Ares Sardegna, volto a costruire un modello assistenziale preventivo, proattivo e personalizzato, pensato per contrastare la dispersione territoriale e favorire la permanenza al domicilio. La presa in carico avviene tramite l'attivazione di équipe multiprofessionali territoriali (che collegano Aziende sanitarie, Case della Comunità, medici di medicina generale, Comuni e Terzo Settore). Il progetto si sviluppa appunto su tre direttrici: prevenzione del deterioramento cognitivo-motorio con strumenti digitali adattivi, miglioramento dell'aderenza terapeutica e contrasto all'isolamento sociale. Il modello integra l'assistenza di prossimità con l'Infrastruttura regionale di telemedicina (telemonitoraggio e televisite) per individuare precocemente i bisogni degli anziani. I pazienti coinvolti saranno oltre 1.400 residenti (prevalentemente tra gli 80 e i 90 anni).

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I criteri di selezione delle domande

I criteri di selezione dei progetti si sono basati sull’innovatività della proposta sia essa tecnologica, organizzativa e/o metodologica; sulla sostenibilità del progetto anche successivamente alla sperimentazione; sulla capacità di raggiungere soggetti particolarmente fragili, isolati; sull’accesso al domicilio per migliorare le prestazioni. Dei 58 progetti selezionati, 32 riguardano l’Area Nord; 13 l’Area Centro; 13 l’Area Sud. La partecipazione all’Avviso Pubblico era consentita sia a Enti pubblici nazionali o locali, operanti in ambito sanitario e sociosanitario (incluse le Università), sia a strutture private e private accreditate.

Le Regioni e le Aziende Sanitarie Locali

Le Regioni, coadiuvate da Agenas, programmeranno l’implementazione dei progetti nell’ambito del più generale potenziamento dell’assistenza territoriale attraverso Case e Ospedali di Comunità. Alle Aziende Sanitarie Locali spetta invece il coordinamento operativo, in raccordo con servizi sanitari e sociosanitari già esistenti, e la verifica delle attività svolte, nonché la condivisione con i soggetti attuatori delle modalità di selezione dei Grandi Anziani destinatari dei servizi.

 

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