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Covid, in Italia ancora troppi morti: come si potrebbero ridurre i numeri

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Gli anziani sono i più colpiti dalla pandemia da Covid-19. L'Italia fa registrare ancora un alto tasso di decessi alla settimana, come ridurre questi numeri?

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Con il passare del tempo è emerso che a essere colpiti più severamente da Covid-19 sono gli anziani. Dall’inizio della pandemia, sono molti i progressi fatti in campo medico tra vaccini e misure preventive e, grazie a numerosi studi, è emerso che le cause di questa maggiore suscettibilità sono molteplici. Un articolo di Repubblica scritto da Aureliano Stingi, dottore in biologia molecolare, riporta alcuni dati e informazioni utili per fronteggiare le infezioni nelle persone più anziane, al fine di ridurre i decessi. Secondo un report dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che raccoglie tutte le caratteristiche dei pazienti deceduti a causa della Covid-19, è emerso che l’età media dei decessi è 80 anni, e che gli uomini hanno una maggiore probabilità di essere colpiti rispetto le donne. Tendenzialmente, si evidenzia che i soggetti deceduti hanno in media 3 o più patologie: inoltre, a correre un rischio maggiore di decesso sono i non vaccinati, che tuttavia presentano meno patologie rispetto ai vaccinati e sono più giovani. 

Come leggere i dati dispobili

 

Secondo i dati provenienti dagli Stati Uniti, che mostrano una situazione simile, più del 70% dei decessi avviene in persone con più di 75 anni: qui il rischio di decesso per un non vaccinato è circa 12 volte più alto di quello di un vaccinato. I dati, dunque, indicano almeno tre problematiche da affrontare: uno, che c’è un 30% delle popolazione non anziana che muore a causa del Covid; due, che anche i soggetti anziani vaccinati possono morire e tre, che c’è una forte presenza di soggetti non vaccinati nelle fasce più a rischio. Il primo punto si concentra proprio su quest’ultima categoria, dove si dovrebbe insistere proprio con le immunizzazioni: gli anziani infatti, per fronteggiare adeguatamente un’eventuale infezione da Covid, dovrebbero vaccinarsi periodicamente. Tuttavia, molti non hanno completato il ciclo vaccinale, e altri non hanno ancora ricevuto nessuna dose. Il secondo punto riguarda i decessi tra gli anziani vaccinati: a due anni dall'inizio della pandemia, è fondamentale garantire cure tempestive a coloro che contraggono l’infezione da Sars-CoV-2. Tra i farmaci a disposizione c’è il Paxlovid, molto efficace nel ridurre il rischio di decesso e ospedalizzazione. 

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Non dimenticare il long Covid

 

Infine, mentre si stanno accumulando sempre di più evidenze sul fatto che la mortalità da Covid-19 è legata a fattori biochimici, immunologici e anche genetici, è necessario studiare i decessi nella popolazione anziana. Questo al fine di individuare per tempo i soggetti più rischio per proteggerli e, in caso, trattarli tempestivamente. Anche i soggetti a rischio long Covid andrebbero studiati e individuati per tempo, in quanto un’importante fetta di popolazione va incontro a questo tipo di sindrome molto debilitante, ed è necessario offrire anche a loro protezione e cure mirate.