Covid, un anno di Omicron: è la variante più longeva

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È trascorso oltre un anno dal 26 novembre del 2021, giorno in cui l'Organizzazione mondiale della sanità aveva annunciato la scoperta di questa nuova variante. Ecco come si è evoluta nel tempo

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Un anno di Omicron. Il 26 novembre dello scorso anno, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva annunciato la scoperta di una nuova variante del coronavirus Sars-Cov-2 che poi avrebbe preso il nome di Omicron. Un articolo del Corriere della Sera fa il punto sull'evoluzione di questa variante, in circolazione da oltre un anno, che in poche settimane è riuscita a soppiantare la precedente Delta, diventando predominante in tutto il mondo. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA)

L’evoluzione di Omicron

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Omicron è la prima variante del virus responsabile del Covid-19 ad aver compiuto un anno. A differenza della varianti che l'avevano preceduta (tra cui Alfa e Delta), che si erano succedute a distanza di mesi una dall’altra, Omicron, dopo oltre un anno dalla sua comparsa, stando ai dati Oms, rappresenta ancora nel mondo il 99,9% delle sequenze depositate. Al momento, non è stata sostituita da altre varianti, ma è esplosa in diverse decine di sottolignaggi, come XBB, BQ.1.1 e CH.1.

Cosa rende Omicron diversa?

Perché Omicron è diversa dalle altre varianti? Perché muta molto più velocemente rispetto ai ceppi che l'hanno preceduta. In pochi mesi sono "nate" diverse sue sottovarianti che si sono sostituite l’una con l’altra: BA.1 è stata sostituita da BA.2, poi da BA4-BA.5. Ora circolano diversi suoi ceppi derivati che, oltre ad offrire sempre più resistenza al nostro sistema immunitario, stanno eludendo alcuni anticorpi prodotti da precedenti infezioni da Omicron stessa.  

Funzionano i vaccini aggiornati

Funziona, invece, contro Omicron la protezione offerta dai vaccini, e in particolare da quelli aggiornati contro questa variante.
I risultati degli studi condotti su soggetti che hanno ricevuto il richiamo bivalente indicano, infatti, che i loro anticorpi neutralizzano meglio BQ.1.1 e altre nuove sottovarianti, a differenza degli anticorpi prodotti dal vaccino Covid originale. I vaccini aggiornati proteggono dallo sviluppo della malattia grave e dal decesso, meno però dalla possibilità di contrarre il Covid-19, seppur in forme non gravi.

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