In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Carenza farmaci in Italia: tra le cause Covid e guerra in Ucraina

Salute e Benessere
©Getty

La Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi) lancia l’allarme: "Le difficoltà di approvvigionamento riguardano i principi attivi, ma anche i materiali necessari per il confezionamento dei prodotti farmaceutici"

Il tuo browser non supporta HTML5

Condividi:

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato

 

La Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi) lancia l’allarme: a rischio la reperibilità di 3.000 farmaci in Italia. Le carenze sarebbero addebitabili principalmente agli effetti del Covid e della guerra. La Federazione sarebbe in prima linea "per aiutare i pazienti". 

Le parole della Federazione

 

"Le difficoltà di approvvigionamento riguardano i principi attivi, ma anche i materiali necessari per il confezionamento dei prodotti farmaceutici, carenti a causa della guerra, ma anche per la richiesta lievitata di alcuni medicinali utilizzati anche contro il Covid", ha spiegato Andrea Mandelli, presidente Fofi. Un allarme non isolato, che si unisce a quello di Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia), intervenuto esprimendo preoccupazione per lo scarso interesse degli italiani verso il vaccino. "C'è un allontanamento diffuso delle persone dalla vaccinazione contro il Covid, anche per il vaccino contro l'influenza: di quest'ultimo, in anni precedenti, a questo punto dell'anno ne avevo già somministrati la metà ed erano i cittadini a chiedere di farlo, ma ora siamo noi a stimolare i pazienti", ha affermato.

approfondimento

Vaccini Covid, Gimbe: in 7 giorni crollo del 25% quarte dosi

I dati Gimbe

 

A questo si aggiungono i dati del monitoraggio della Fondazione Gimbe sull'andamento della campagna vaccinale In Italia. Nel periodo che va dal 26 ottobre al 1 novembre, si è registrato un crollo nella somministrazione delle quarte dosi di vaccino anti-Covid pari al 25%. Una settimana dove non sono mancate le polemiche: prima, per la decisione sospendere a partire dal 1º novembre l’obbligo vaccinale anti-Covid per il personale sanitario, poi per le parole del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato che ha dichiarato di 'voler impugnare' la legge regionale della Puglia che impedisce l'impiego dei medici non vaccinati contro il Covid-19 nei reparti più a rischio. Parole a cui ha risposto il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ai microfoni di Sky TG24: "Tanto rumore per nulla. La Regione Puglia ha fatto una legge perché tutti si vaccinassero, anche per l’influenza, e poi aggiornata per il Covid. In passato la Corte costituzionale ha detto che la Regione ha diritto di chiedere ai propri medici di vaccinarsi contro l’influenza, figuriamoci contro il Covid. La legge è valida ed efficace".