Dermatite atopica grave, bimbi: buoni risultati con farmaco biologico

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Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet, l'uso di dupilumab, in aggiunta ai corticosteroidi topici a bassa potenza, ridurrebbe la gravità della malattia e il prurito anche nei bambini da 6 mesi a 5 anni

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Secondo uno studio di fase 3 pubblicato su The Lancet, il farmaco biologico  dupilumab ridurrebbe i sintomi della dermatite atopica moderata, o grave, anche in bambini dai 6 mesi ai 5 anni. La ricerca arriva dopo che il farmaco è stato somministrato a oltre 500mila persone al mondo nelle sue indicazioni finora approvate, ovvero dai 6 anni in su.

Un farmaco contro la dermatite

 

I risultati dello studio di fase 3 evidenziano che anche nei bambini da 6 mesi a 5 anni l'uso di dupilumab, in aggiunta ai corticosteroidi topici a bassa potenza, ridurrebbe la gravità della malattia e il prurito, rispetto al soli placebo (corticosteroidi) a 16 settimane. I pazienti avrebbero inoltre riferito dei miglioramenti nella qualità del sonno e nella riduzione del dolore cutaneo. A 16 settimane dal trattamento, i risultati di sicurezza sono risultati simili al profilo di sicurezza osservato in pazienti con dermatite atopica di età pari o superiore a 6 anni. Come effetti collaterali sono stati osservati congiuntivite e infezioni virali da herpes.

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Parola agli esperti

 

Ma cos’è la dermatite atopica? Comunemente conosciuta come una malattia infiammatoria cronica della pelle, l’85%-90% dei pazienti manifesta i primi sintomi prima dei cinque anni. Il farmaco dupilumab potrebbe essere quindi una futura soluzione per trattare la malattia e i suoi effetti. Nella sua comparsa sono coinvolti fattori genetici, costituzionali e ambientali, i quali alterano la barriera cutanea modificando il metabolismo dei lipidi che si trovano nell’epidermide. La pelle del viso e del corpo diviene così secca, ruvida, pruriginosa e irritabile. "Intervenendo sul processo infiammatorio chiave della dermatite atopica dupilumab, non solo ha contribuito al miglioramento di sintomi come prurito persistente e lesioni cutanee, ma ha anche migliorato in modo significativo il sonno e il dolore, due aspetti fondamentali per lo sviluppo e il benessere di qualsiasi bambino”, ha spiegato Amy S. Paller, professore di dermatologia e pediatria alla Northwestern University Feinberg School of Medicine. 

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