La guerra in Ucraina riporta in tavola l'olio di palma

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Il conflitto sta interrompendo più della metà delle forniture globali dell'olio di girasole e l’industria alimentare torna a puntare su quello di palma, la cui produzione ha causato nel tempo la distruzione delle foreste pluviali nel sud-est asiatico, compromettendo anche l'habitat di una specie in via d'estinzione come gli oranghi

 

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La guerra in Ucraina sta interrompendo più della metà delle forniture globali dell'olio di girasole e l’industria alimentare torna a puntare su quello di palma, un prodotto molto adatto alla produzione ma che si è rivelato poco ecosostenibile. Lo riporta Bloomberg Businessweek, sottolineando come dopo anni trascorsi a cercare alternative all'olio di palma, la cui produzione ha causato nel tempo la distruzione delle foreste pluviali nel sud-est asiatico, compromettendo anche l'habitat di una specie in via d'estinzione come gli oranghi, ora i produttori stanno invertendo la rotta proprio perché la guerra in corso in Ucraina sta mettendo in crisi le spedizioni di olio di girasole, che lo aveva soppiantato. (GUERRA UCRAINA RUSSIA: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA)

L'inversione di marcia

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Come riporta la fonte, le catene di supermercati nel Regno Unito, che hanno compiuto sforzi per abbandonare l'olio di palma, hanno recentemente dovuto riconoscere l'inversione di marcia.
L’azienda inglese Iceland foods, per esempio, nel 2018 aveva preso l’impegno di eliminare l’olio di palma da tutti i suoi alimenti, ma ora si è vista costretta a utilizzare palma sostenibile certificata in almeno 25 suoi prodotti. "È stata una decisione difficile. Non avrei mai pensato di annunciare che saremmo tornati all'olio di palma", ha dichiarato in una conferenza stampa l'amministratore delegato dell'azienda Richard Walker.

Da Russia e Ucraina il 65% dell'olio di girasole di tutto il mondo

Complessivamente, Russia e Ucraina forniscono circa il 65% dell'olio di girasole di tutto il mondo, il 25% del grano, il 20% dell'orzo e il 18% del mais. La guerra ha però innescato ritardi nei raccolti, problemi di trasporto e un aumento dei prezzi dei generi alimentari. Inoltre, i governi di Indonesia, India e Argentina stanno limitando le esportazioni per salvaguardare le proprie forniture alimentari, riducendo ulteriormente la disponibilità di ingredienti critici tra cui grano, zucchero e oli vegetali.
In questo scenario, alcune aziende alimentari sono tornate ad acquistare olio di palma a condizione che i produttori non distruggano le foreste e garantiscano buone condizioni di lavoro. Attualmente, però, solo un quinto dell’olio di palma prodotto in tutto il mondo ha la certificazione di sostenibilità.

 

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