Covid, Crisanti: “I tamponi fai da te andrebbero proibiti”

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Lo ha detto, nel corso di un’intervista radiofonica, l’ordinario di microbiologia presso l'Università di Padova. Secondo Crisanti, infatti, non tutti questi test “denunciano la positività”, ma “lo fanno solo quando la situazione peggiora e quando poi la terapia ha meno effetto”. Inoltre, ha spiegato, “hanno anche una bassa sensibilità”

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“Dovrebbero essere proibiti”. Questo il pensiero di Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia presso l'Università di Padova, circa i tamponi fai da te che si utilizzano in autonomia per i test anti-Covid. Quali i motivi principali? “Primo perché non tutti denunciano la positività, lo fanno solo quando la situazione peggiora e quando poi la terapia ha meno effetto. È una delle cose peggiori che stiamo adottando in questo momento. Poi hanno anche una bassa sensibilità”. Lo ha detto intervenendo nel corso della trasmissione “The Breakfast Club”, in onda su Radio Capital.

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Nel corso dell’intervista, poi, Crisanti ha toccato anche altri temi, come ad esempio quello sulla quarta dose del vaccino anti-Covid. “Il picco dei contagi di questa ondata si avrà a luglio ma un altro richiamo del vaccino sarà necessario solo per tutte le persone con più di 70 anni con più patologie”, ha spiegato il professore. “Chi si è vaccinato e poi è anche guarito dal Covid ha un livello di protezione molto alta, quindi si può ammalare ma avrà solo sintomi lievi”, ha poi precisato ancora. Considerando una popolazione quasi totalmente vaccinata, ha poi concluso Crisanti, “le misure restrittive hanno un effetto paradossale e controproducente. Se la popolazione e' protetta sviluppa una malattia lieve”. Per questo motivo, ha specificato, “quarta dose e misure di protezione li devono usare i fragili”.

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