Malattie intestinali infiammatorie, in Italia ne soffrono 250mila persone

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Numero che secondo le stime potrebbe raddoppiare entro il 2030. Oggi, 19 maggio, si celebra la Giornata mondiale pensata per sensibilizzare su queste malattie

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In Italia sono circa 250mila le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. Numero che secondo le stime potrebbe raddoppiare entro il 2030, accompagnato da un invecchiamento progressivo della popolazione colpita, per patologie che sono state sempre considerate tipiche dell'età giovanile, con un picco di esordio nella fascia tra i 15 e i 30 anni, e alcuni casi anche in età pediatrica.

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In occasione della Giornata mondiale pensata per sensibilizzare su queste malattie, che si celebra oggi, 19 maggio, su iniziativa del ministero della Salute, e in collaborazione con la società scientifica IG-IBD e l'Associazione nazionale dei pazienti AMICI Onlus, è in programma un incontro istituzionale sul tema delle MICI.
Durante l'appuntamento, in cui interverranno tra gli altri anche Sergio Iavicoli, Direttore Generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali del ministero della Salute, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, Maria Alessandra Gallone, Presidente dell'Intergruppo Parlamentare Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e Andrea Urbani, Direttore generale della programmazione sanitaria ministero della Salute, verrà fatto il punto su quanto in essere e verranno poste le basi per le prossime politiche sanitarie: registro delle MICI, formazione del personale sanitario, implementazione della telemedicina, aggiornamento dei LEA, confronto tra terapie con studi prospettici. "I dati che saranno presentati nel corso dell’evento forniranno gli strumenti per poter intervenire su un gruppo di patologie che hanno un pesante impatto sulla qualità della vita dei pazienti e sui sistemi assistenziali”, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

41% adolescenti si sente emarginato a causa malattia

Queste malattie hanno un grande impatto sulla qualità di vita e sulla sfera psicologica delle persone, soprattutto in età adolescenziale. Secondo un'indagine realizzata dall'EngageMinds HUB dell'Università Cattolica del Sacro Cuore su preadolescenti e adolescenti con MICI, il 41% dei giovani si sente emarginato dai propri coetanei a causa della malattia e il 71% soffre a causa delle limitazioni imposte alla propria vita relazionale. Inoltre, il 46% si sente protagonista di "situazioni spiacevoli" nel condividere i pasti con i coetanei e in 6 casi su 10 gli adolescenti con MICI accusano disagio anche in famiglia. "Le MICI, per il fatto di essere caratterizzate da una disabilità invisibile e per i sintomi che le contraddistinguono, sono malattie solitarie", ha commentato Salvatore Leone, direttore generale dell'Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell'Intestino (Amici) Salvatore Leone. "Per affrontarle serve il supporto, il sostegno, la vicinanza non solo dei familiari e dei medici, ma anche delle persone che interagiscono col paziente in ogni fase della sua vita", ha concluso.

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