Covid, caso di doppio contagio in Spagna: Omicron 20 giorni dopo Delta

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Protagonista un'operatrice sanitaria di 31 anni. Si tratta, come riportato in occasione del congresso della società europea di malattie infettive e microbiologia clinica, del caso di doppia infezione più ravvicinata mai documentato finora

 

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In Spagna, un'operatrice sanitaria di 31 anni, vaccinata con booster contro il coronavirus Sars-CoV-2, ha contratto due volte il Covid-19 a distanza di soli 20 giorni l'una dall'altra. La prima infezione, accertata il 20 dicembre, è stata con la variante Delta. La seconda, il 10 gennaio, con la variante Omicron. Si tratta, come riportato in occasione del congresso della società europea di malattie infettive e microbiologia clinica, del caso di doppia infezione più ravvicinata mai documentato finora. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Il caso di doppio contagio nel dettaglio

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Reso noto da Cristina Gutiérrez Fornés, dell'Institut Català de Salut a Tarragona, il caso evidenzia la possibilità di reinfezione anche dopo aver avuto una prima volta il Covid e nonostante un ciclo vaccinale completo contro il Covid-19 più il booster.  Dato che suggerisce che Omicron sarebbe in grado di evadere l'immunità da vaccino e da precedente infezione.
La donna, il 20 dicembre, seppur asintomatica, era risultata positiva al tampone molecolare durante lo screening eseguito periodicamente sul personale nell'ospedale in cui lavora. Dopo essersi negativizzata, il 10 gennaio ha manifestato sintomi come tosse, febbre, malessere ed è stata sottoposta nuovamente al tampone. Anche questo era positivo. Il sequenziamento dell'intero genoma virale ha rivelato che la paziente era stata infettata da due diversi ceppi di Sars-CoV-2: Delta e Omicron. Secondo l'esperta, questo caso suggerisce anche l'importanza di sequenziare il genoma del virus nei soggetti pienamente vaccinati che risultino positivi o in coloro che si reinfettano, perché entrambi i casi nascondono la possibilità che sia emersa una nuova variante del virus in grado di evadere le difese immunitarie naturali e quelle indotte dal vaccino.

 

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