Anziani, carenza folato legata a un maggior rischio di demenza. Lo studio

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Lo ha sottolineato uno studio condotto dai ricercatori della Icahn School of Medicine a Mount Sinai, New York, su un campione composto da 27.188 persone in Israele di età compresa tra 60 e 75 anni

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La carenza di acido folico (o folato o vitamina B9) in età anziana sarebbe legata a una maggiore probabilità di ammalarsi di demenza (+68%), termine generico utilizzato per descrivere un declino delle facoltà mentali sufficientemente grave da interferire con la vita quotidiana. A sottolinearlo uno studio condotto da Anat Rotstein, del dipartimento di psichiatria della Icahn School of Medicine a Mount Sinai, New York, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Evidence Based Mental Health (dello stesso gruppo editoriale del British Medical Journal). Lo studio apre la strada allo sviluppo di una nuova strategia preventiva contro la demenza.

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Per arrivare a proporre la loro tesi, i ricercatori hanno monitorato per diversi anni a partire dal 2013 le concentrazioni plasmatiche di acido folico in un campione composto da 27.188 persone in Israele di età compresa tra 60 e 75 anni, senza segni di demenza nei 10 anni precedenti allo studio. Dall'analisi è emerso che 3418 partecipanti avevano una carenza di folato, definita come una concentrazione inferiore a 4,4 nanogrammi per millilitro di sangue.

I risultati

Nello specifico, il team di ricerca ha osservato che la carenza di folato è risultata associata sia a maggior rischio di ammalarsi di demenza, sia a una maggiore probabilità di morte per qualunque causa. Tra coloro che non hanno una carenza di folato i casi di demenza sono 4,24 per 10mila persone l'anno e i decessi per qualsivoglia causa 5,36 per 10mila soggetti l'anno; mentre per chi ha una carenza di vitamina B9 i casi di demenza e di decessi salgono rispettivamente a 7,96 e 19,20 per 10mila persone l'anno. Tenendo conto di tutti gli altri fattori di rischio possibili, i ricercatori hanno così concluso che chi ha una carenza di folato avrebbe un rischio di demenza del 68% maggiore e un rischio triplo di morire per qualsivoglia causa. "Le concentrazioni di folato potrebbero essere usate come un marcatore molecolare per stabilire il rischio di demenza e di morte di un anziano", hanno concluso gli autori.

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