Covid, Iss: per over 80 no-vax rischio morte è 64 volte più alto rispetto a chi ha booster

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Lo riferisce il report esteso dell'Istituto Superiore di sanità che integra il monitoraggio settimanale. Il tasso di ricovero nella fascia di età con più di 80 anni per i non vaccinati è 8 volte maggiore rispetto agli immunizzati completi da almeno 120 giorni e 41 volte più alto rispetto ai vaccinati con booster. Impennata nell'ultima settimana dell'incidenza dei casi fra i giovani, in particolare sotto i 12 anni

Continua a restare molto alta la copertura vaccinale contro il rischio di morte per Covid-19. Lo riferisce il report esteso dell'Istituto Superiore di sanità che integra il monitoraggio settimanale, secondo cui il tasso di decesso fra gli over 80, nel periodo 5/11/2021- 5/12/2021, nei non vaccinati (218,9 per 100.000)  è circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro i 120 giorni (21,6 per 100.000) e 64 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (3,4 per 100.000). Impennata nell'ultima settimana dell'incidenza dei casi fra i ragazzi sotto i 19 anni (COVID: AGGIORNAMENTI - SPECIALE). Secondo il report, la letalità del Covid-19 cresce con l'aumentare dell'età ed è più elevata in soggetti di sesso maschile a partire dalla fascia di età 30-39 anni. L'Iss fa poi il punto anche sull'impatto della vaccinazione nel prevenire nuove infezioni, ricoveri e decessi: negli ultimi 30 giorni in Italia si è osservata una maggiore incidenza di casi nella popolazione non vaccinata.

Rischio ricoveri over 80 non vaccinati è 41 volte maggiore

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Secondo il report, nell'ultimo mese il tasso di ricovero nella fascia di età con più di 80 anni per i non vaccinati (568 per 100 mila) è otto volte più alto rispetto ai vaccinati completi da almeno 120 giorni e 41 volte più alto rispetto ai vaccinati con booster.

L'efficacia dei vaccini

"L’efficacia nel prevenire la diagnosi e i casi di malattia severa sale rispettivamente all'86,6% e al 97% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster - riferisce poi l'Iss - Rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia del vaccino nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni e tra i 91 e 120 giorni è pari rispettivamente al 95,7% e 92,6%, mentre cala all’88% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni". L'efficacia del vaccino (riduzione del rischio) nel prevenire la malattia è pari all'82,7% entro i 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale e scende dal 71,7% - tra i 91 e 120 giorni - al 57,5% oltre i 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale".

Le reinfezioni

Poi un dato che riguarda i casi di reinfezioni da Covid. Dal 24 agosto 2021 al 28 dicembre 2021, è stata osservata una percentuale di reinfezioni pari a 1,4% (15.195 casi) sul totale dei casi notificati. I dati riportati si riferiscono principalmente alla circolazione della variante Delta, mentre nelle prossime settimane sarà valutato l'impatto della variante Omicron. L'Iss sottolinea che il quadro clinico all'esordio non differisce fra le prime diagnosi e le reinfezioni e che la probabilità di contrarre una reinfezione risulta più elevata nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

Impennata di casi sotto i 12 anni

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Nell’ultima settimana si osserva un aumento dell’incidenza in tutte le fasce d’età: in particolare nella popolazione di età 12-19 anni e la fascia di età sotto i 12 anni. "Nella classe di età 6-11 anni si evidenzia, a partire dalla seconda settimana di ottobre, una maggiore crescita dell’incidenza rispetto al resto della popolazione in età scolare, con un’impennata nelle ultime settimane. Nell’ultima settimana si osserva anche un’impennata nell’incidenza per la classe di età 16-19 anni - spiega l'Iss - Si osserva inoltre, nelle ultime settimane, un aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia <3 anni (> 4 ricoveri per 1.000.000 abitanti), mentre nelle altre fasce di età risulta stabile. Nell’ultima settimana, si conferma l’andamento osservato nella precedente, con il 24% dei casi totali diagnosticati nella popolazione di età scolare".

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