Covid, in Cina anche i vaccinati devono fare il tampone per andare a lavoro

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L’obbligo riguarda in particolare la città di Xian, nella Cina centrale, epicentro del nuovo focolaio di casi. Nella metropoli si sono verificati 49 contagi in pochi giorni e sono stati individuati quattro casi (importati) legati alla variante Omicron

Per provare ad arginare l’aumento dei contagi di coronavirus Sars-CoV-2, in Cina alcune amministrazioni locali hanno deciso di introdurre delle nuove restrizioni. In particolare è stato imposto a tutti, vaccinati compresi, di fare il tampone per accedere ai luoghi di lavoro. L’obbligo riguarda in particolare la città di Xian, nella Cina centrale, epicentro del nuovo focolaio di casi.

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Per accedere al luogo di lavoro, tutti i lavoratori devono presentare un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti. Questa scelta è legata a doppio filo al rapido aumento dei contagi a Xian, dove si sono verificate 49 positività in pochissimi giorni. Sono stati individuati anche quattro casi di variante Omicron, tutti importati dall’estero. Per correre ai ripari, le autorità hanno previsto tamponi a tappeto per tutti gli abitanti della metropoli, dove vivono circa 10 milioni di persone.

 

Da domenica 19 dicembre, inoltre, sono in vigore delle nuove forme di prevenzione sui trasporti pubblici extraurbani. Tutti i viaggiatori che entrano ed escono da Xian devono presentare un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti. I residenti, invece, sono stati invitati a non lasciare la città, purché non sia strettamente necessario. Chi non ha un tampone negativo può vedersi rifiutato anche un viaggio in taxi. L’aeroporto internazionale della metropoli ha limitato gli arrivi per i passeggeri provenienti da aree in cui il rischio è medio o alto. Sono stati anche chiusi molti luoghi di aggregazione, compresi cinema, bar e palestre. 

 

Gli episodi di febbre emorragica mortale

Oltre al Covid, a impensierire gli abitanti di Xian ci sono anche i recenti episodi di febbre emorragica mortale. Questa malattia, trasmessa dai roditori, ha causato alcuni decessi nella provincia dello Shaanxi, di cui la metropoli è il capoluogo. Di fronte a questa situazione, il governo della città ha deciso di chiudere molte scuole e di cancellare le lezioni in presenza nelle scuole primarie, secondarie e negli asili nido. Inoltre, lo scorso fine settimana alcuni quartieri del distretto di Yanta, nel centro di Xian, sono entrati in lockdown.

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